giovedì, 29 giugno 2006

.....................

Incontrato un artista. Lui inglese qui. Incontrare però. La mia parola è no.
E quanti ne ho ancora da ascoltare.....
Non sono adatto. Bloccato da mesi
in un pieno di creatività. Dispongole cose che farei
in mucchietti di polvere, agli angoli, negli interstizi.
Dove i morti non guardano.
Aspettano il mio frullato.
Ed io mi dico, lo dico alle mie idee,
allineatevi e non fate niente. L'Arte non ha più senso.

Come si chiama quell'espressione che mi lasciate?

Quella con la bocca aperta che passa tempo, e ci sono rivoli
e mosche, e passa tempo, finchè non mi accorgo di vedere

La mia Arte è pura lo so.

Faccio un'Arte che si chiama Verità          in un contesto disperato.
Mi sento dire, prova a vendere la tua Arte... ma io non so vendermi signori miei, desgraziati. Io non so fare più nulla pare. So solo che non devo darvi ragione.
So solo che la mia parola è no!

Sono andato via. a sua casa.
col mosaico de "Bambina lunare".
50 per sesanta centimetri.
Per monstrare.
Lui inglese però qui.
Incontrare. Sai?
So! So!
So tutto KIBBEMMUERTI!

Keybee alla mia destra sul divano. Quando parlo si dispone più sulla destra, non dovrei parlarne... ma preferirebbe non ascoltare... chissà che dirò in spagnolo- e chi lo sa?       
Manco di responsabilità e tutto viene giù.
Eppure.

Lui, Messico.
Sí!
Qui!
Qui siete tutti morti, gli dico. E non ho tempo da perdere.
Qui, pipì, pipì e pipì.
E mi sto rovinando con la vostra presenza, con le vostre assenze.

passano le autoambulanze e mai una che me ne porta, che porta fuori me all'ospedale,
a darmi un brodino, un cosciotto di pollo, un purè di patate e poi ancora
una minestrina.
E tu scrittura mia, dove stai alloggiando in questi ultimi due anni?
Dopo tutte le persone che ti hanno detto che non ti capiscono e ti hanno rovinata?
Ed io, troppo buono, mai a dirgli: e a voi chi vi capisce?
E voi, che avete capito?
*
*
Perché alcuni morendo non hanno paura della morte?
Perché la morte c'è quando la vita non c'è più. La morte non è il dolore.
Io sono troppo comodo per stancarmi in stupidità, con stupidità, e credo troppo stanco per aspettare di nuovo l'onda che non sia di merda o che smetta di piovere...
Sono incapace: Sono nato con capacità che non servono ed io pensavo di poterne fare qualcosa ma non servono.
Per prima l'Arte, il mio fiore all'occhiello. Maledetta società!!
La seconda qual è? Ce n'è una seconda di capacità? Ah sí! Il mio silenzio! Non serve! Come non serve la mia necessità d'incontrare un senso. Non serve!

Il decorso è come una malattia mortale, come una dipendenza da eroina. Sono inchiodato al letto come tante altre volte nella mia vita, tante. non riesco a reagire.
I bulbi piliferi dei miei capelli dell'emisfero destro si stanno strozzando.
Non riesco a reagire nemmeno per Amore.
Voglio essere morto al mondo.
Sono morto al mondo. La mia tragicità. O io o lei questa volta- tragicità, o me o te!

chiudere gli occhi. aprire gli occhi. senza corpo. viene un'onda dal mare.
Senza corpo. Dormire ancora, sognare forse.
Senza sogno avere solo sonno.
Mi ripeto che la luce è il buio e il buio la luce.
GOLD
postato da: beegold alle ore 20:29 | link | commenti (2)
categorie: poesia, arte, voci, bellezza
venerdì, 23 giugno 2006

MUSE LAMENT

SADGOLD COSTRUISCE IN TRINCEA FIORI DI CARTA CRESPA DA METTERE NEI CANNONI DI VOI TUTTI.
EPPURE LO SA CHE TANTO SPARATE LO STESSO, CHE TANTO LA GUERRA CONTINUA.
EPPURE LO SAPETE CHE MENTRE LO OSANNATE E LO INVIDIATE SIETE PIENI DI MERDA E DA ESSA NON VOLETE USCIRE E SOTTO I BAFFI RIDETE PERCHE NON CAPITE.
SADGOLD MI HA DETTO STAMATTINA CHE GLI DEVO TUTTA LA MIA BELLEZZA E CHE NON SOPPORTA PIU LA MIA DISPERAZIONE.
VI RICORDO LA MORTE DELLE MUSE NELLA STORIA DELL'ARTE
L'ARTISTA HA BISOGNO DI SANGUE COME UN VAMPIRO, VITTIME SACRIFICALI FEDELI D'AMORE E D'ARTE NOI LE MUSE SILENTI SEGUIAMO UN COPIONE GIÁ SCRITTO, DIMENTICHE DELLE NOSTRE PENNE E DELLE NOSTRE MANI. NON NE ABBIAMO IL TEMPO. NOI DOBBIAMO RAMMENDARE FERITE E CALZINI, NOI FACCIAMO LO SPORCO LAVORO COMUNE E TESSIAMO LA TELA INFINITA DOVE LORO DIPINGONO. È QUELLO CHE ABBIAMO SCELTO. È IL PREZZO DA PAGARE. QUALCUNO DEVE PUR PAGARLO. IO LO STO PAGANDO TUTTO, CENTESIMO DOPO CENTESIMO.
INNATO SENSO DI COLPA DELLA MADDALENA.
MA SE POI ARRIVERÁ QUEL GIORNO IN CUI IL MIO DEBITO SARÁ ESTINTO DALLA MORTE O DA UN'ALTRA VITA CHE AVRÓ SCELTO, IL MIO NOME SARÁ DIMENTICATO.
VI RICORDO CHE DIETRO OGNI ARTISTA C'È UNA DONNA CHE SA PORTARE ALTO IL NOME DI DONNA COME POCHE OGGI SANNO FARE
E QUANDO SARÁ IL TEMPO DI TIRARE LE SOMME ALLA FINE DI TUTTO CONSERVATE QUEI FIORI DEI VOSTRI CANNONI E RESTITUITEMELI SULLA TOMBA PERCHÈ ALLA MUSA APPARTIENE  TUTTA LA BELLEZZA DELL'ARTE.

Keybee
postato da: beegold alle ore 12:39 | link | commenti (4)
categorie: poesia, arte
martedì, 20 giugno 2006

per Piero Sportillo

Quarto trasloco in cinque mesi. Barcelona come sei mingherlina al mio confronto. Sei puttanella e mingherlina. Succhiatrice di cazzi mai spenti. Se dovessi celebrarti...
Mi chiedi il curriculum anche per fare le scoregge... ma io ti darò alle fiamme, non sospetti...

Lo stile. Lo stile che mi chiedi e non so darti... lo stile per non essere,naturalmente. Poco misurabile, irriconoscibile. Venditori di pezzenti sono, di grandi braccia... di linguacce.

Attraversiamo questa città mano nella mano. L'arrivo al Park Guell. I mosaici del mio cazzo. L'arrivo delle guardie. I Paki (Pakistani) che fuggono e noi che nascondiamo la maledizione dei mosaici nello zaino.
Tra i turisti, a parte le puttane, non se ne salva uno. I più stupidi sono gli orientali. Si fa fatica a vendere.
Al ritorno la porta di casa è bloccata dal destino. E la notte il ragazzo di una ragazza sfascia l'abitazione. Si sta svegli a sentire urlare. Ed io a chiedermi, perchè non mi alzo? Me ne sto a dormire, mi rispondo. Perchè? Penso di odiare chi di mi sveglia di notte...
Al mattino ho trovato quel ragazzo in giardino a giocare al pallone e non l'ho odiato.
Non l'ho salutato ma non l'ho odiato.

E se dovessi celebrarti Barcelona, ti farei la merda nel vasino, sugli occhiali di Gaudì, sulla maglietta di quel nano peloso di Picasso. Farei la sborra sui Domenech e sul Tibidabo e in faccia a tutti i Catalani.

Ma come dice Bukowski, ci sono dei giorni in cui la scrittura non c'è e non si può fare niente. Meglio dormire. Meglio qualsiasi altra cosa...

Ma se dovessi celebrarti...

Allora nella sabbia e sulle pigne non sapevamo, Piero mio, la morte.
Non sapevamo che faccia avesse... chi l'avesse vista...
Ora...  chi si tuffa per primo dallo scoglio?
Bloccati in aria come quei palloni.
Sorpresi dall'amore.
Resti in queste estati con gli ultimi denti storti.
Coltellate al pallone.
Ed io ho ancora i capelli.
Maledetta puttana della Madonna, scendi! SCENDI!!
E facci vedere le mutande.
Facci vedere i piccoli seni
o i seni grandi.
Fammi vedere il piccolo Piero,
oh Piero grande.
                                GOLD
postato da: beegold alle ore 15:16 | link | commenti (2)
categorie: poesia
domenica, 18 giugno 2006

32 anni. In una società ultimata. questo risulta essere
                      Gold
postato da: beegold alle ore 17:08 | link | commenti (3)
categorie: voci
sabato, 17 giugno 2006

SILENCIO DE BARCELONA
postato da: beegold alle ore 18:42 | link | commenti (2)
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venerdì, 16 giugno 2006

IO & KEYBEE
postato da: beegold alle ore 16:16 | link | commenti (1)
categorie: arte
giovedì, 15 giugno 2006

estrapolazione delirio fuga

Interruzione Gene-Razione
La nostra generazione assai dilatata è la Disfatta Individuale come Collettività Sociale. Ogni generazione(gente era azione) ha visto un diverso passaggio dall’adolescenza alla vita adulta. Nell’800 era l’America, C’è stata la generazione della guerra, post-guerra, quella dell’eroina…e quella nostra, La Disfatta individuale.
Facciamo festa! Ieri è passato domani non c’è ancora.
Lo spettacolo disintegrato e i capolavori mancati.


ANF

(dal forum "
A-Po (CA) lit (T) icamente (S)corretto" di www.bovinonline.it)

thanks...
postato da: beegold alle ore 21:10 | link | commenti
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Un post non spedito a Erodiade perché troppo tardi

Garcia Lorca. Quel suo cuoricino grande grande. tremulo. rampicante. Di certo io e Keybee andremo al sud a trovarlo. A rendergli omaggio. A pensare all'errore dell'essere eroe in questo cataclisma di gruppo che insistono ancora a chiamare sociale, umano... accozzaglia!! Ci vuole un dizionario nuovo. Una nuova lingua... ma questo riguarda il futuro non me. Io vado a ridurmi a zero per sfuggire alla confusione, e devo scegliere... scegliere... e il rischio è che resti poco. Andremo a rendergli omaggio. Io ci andrò in ginocchio, in slenzio. Perché ci muoviamo nella melassa e la lobotomia è un elettrodomestico più che una operazione. E se dio vorrà piangerò finalmente. Bee dice che non piango più. Perché ce ne vuole di coraggio per fucilare uno con la faccia di FEDERICO GARCIA LORCA. Ce ne vuole molto di quel coraggio che si chiama- nella verità- posto di lavoro di soldato. Mercenari senz'anima, persino padri di famiglia, come se non bastasse amanti e amati.
Cuore malato, stupido cuore!!
Vorrei avere una foto di quel gruppo di tiratori, di quei figli di puttana, di quegli aborti.
Penso alla sensibilità di quell'uomo. Ce ne vuole di coraggio per condurlo alla morte... la vita stessa che non lo vuole più... che gli dice chiaramente che dev'essere morto: devi stare morto!
Che risate! Salvador Dalì stesso che grida: Olè!!
Invito i migliori a ribellarsi. Quale immagine pubblica?! Quale rispetto delle leggi?! E "vivi nascosto"!!
Ormai conta solo salvarsi, in ciò che resta della natura... ritrovare la grazia.
Avevano persino garantito al poeta che non avrebbe corso rischi. Invece l'hanno preso e fucilato.
Per me è come se fosse successo un'ora fa ed è... come s'è ciò che mi spetta non appena mi distraggo.

Ho un segnalibro, preso da una biblioteca, con il poeta che legge. Ha gli occhi socchiusi.
Tiene il foglio in alto, lo regge come se fosse un bebè. Capelli pettinatissimi lungo la forma della sua testa quadra. Un cappotto scuro. Una camicia bianca. Cerca l'ispirazione. Ce l'ha. Espira. Sotto le solite folte sopracciglia. E' un professionista.
Ora andiamo a convincerlo che deve essere sparato. Mi trema il cuore. Anziché spararsi, gli inutili sparano al poeta.
Ovunque appaia... gli appiattiti, i senza sale, i muerti, i vuoti, gli operai, i soldati sparano al poeta. E' incredibile!!!
Sempre dal mio libro,"Io sono della pietra",
un'invocazione di Morte per tutti i soldati. Maledizione eterna:

- Ora batto le mie mani nel tempo universale di girotondo di sangue.
Sangue rosso rosso sgorgante.
Rosso sangue sangue sgorgante.
Dalle mie mani di rabbia.
Dalla rosa della scabbia.
Nalla stanza della danza
imploro il sangue di colare a picco,
nel pozzo dei desideri, di sgorgare in fiotti
paralizzanti, di creare
stalagmiti d'uomo
e stalattiti di sogni di sangue.
Di creare queste parole
che non si fermeranno nella morte!

                                                                                            GOLD
postato da: beegold alle ore 20:14 | link | commenti (2)
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www.fragmentart.it
postato da: beegold alle ore 15:03 | link | commenti
categorie: arte

DONNE MANIFESTANTI PACE

Donne manifestanti pace
Mostra fotografica di Chiara Baldini

Casa Internazionale delle Donne -
Roma 16 Giugno - 5 luglio 2006
Cocktail d’inaugurazione Venerdì 16 giugno ore 19.00

Le foto sono state scattate alle manifestazioni:
GENOVA - “G8” (Luglio 2001),
FIRENZE - “SOCIAL FORUM” (Novembre 2002),
ROMA - “MARCIA PER LA PACE” (Febbraio 2003),
NEW YORK - “STOP WAR” (Marzo 2003),
LONDRA - “STOP BUSH” (Novembre 2003),
SAN FRANCISCO - “BRING THE TROOPS HOME NOW” (Giugno 2004).

Ad una ad una mi tornavano in mente le facce, le parole e i sorrisi di tutte le persone che avevo fotografato negli ultimi cinque anni durante le manifestazioni per la pace nel mondo.
Avevo iniziato a Genova nel Luglio 2001, andando al G8 da sola, convinta che quello a cui stavo per partecipare fosse un evento storico.
Poi ci fu l’11/9 e mi ritrovai, senza un progetto preciso, a fotografare molte manifestazioni pacifiste che mi esplosero davanti come bombe intelligenti e colorate a Roma, Firenze, New York, San Francisco, Londra, sintomo che quel movimento, che avevo visto nascere a Genova si sapeva espandere, trasformare, esprimere in mille modi diversi e in mille città diverse, ma con la stessa voglia di dichiarare guerra alla guerra.

Ne è nata una documentazione piuttosto vasta e per questa esposizione ho deciso di restringere il campo e focalizzare l’attenzione sulle donne, per due motivi:
primo, perché credo che il motore di un vero cambiamento non possa che risiedere nel riequilibrio tra il principio maschile e quello femminile sulla Terra, raggiungibile solo con una rinnovata voglia da parte delle donne di scendere in piazza per dare voce alla loro stessa natura, a quella profonda e istintiva esigenza di pace e armonia tenuta troppo a lungo in silenzio. Solo quando sarà raggiunta una vera armonia tra i principi opposti che regolano la vita potremo parlare di un mondo davvero diverso.
Secondo, perché le guerre scoppiate dopo l’11/9 hanno segnato un tristissimo primato nella storia delle donne e dell’Umanità, ossia la prima volta in cui si è fatto largo uso di soldatesse nei combattimenti in prima linea e sento quindi più che mai l’esigenza di incoraggiare tutte ad opporsi con un secco no ad un simile imbarbarimento del nostro tempo, già ferocemente condannato dalle femministe (e non solo) dell’inizio del secolo scorso, come la brasiliana Maria Lacerda de Moura, le cui parole suonano ancora oggi drammaticamente attuali:
“ Mi rifiuto di contribuire alla carneficina civilizzata della prossima guerra scientifica. Mi rifiuto di arruolarmi o di presentarmi alla chiamata della mobilitazione generale. Mi rifiuto di collaborare in qualsiasi modo all’esercito che stermina la vita umana e disprezza la libertà individuale. Mi considero arruolata a fianco di quelli che saranno sacrificati volontariamente alla furia nazionalista. Preferisco morire, prima che mi obblighino, per una convenzione idiota e utile ai potenti, ad armarmi per il massacro dei miei fratelli”.

Attualmente sto indagando a fondo il fenomeno dei Trance Parties, un tipo molto particolare di rave parties che si svolgono in tutto il mondo in concomitanza di eventi naturali di particolare interesse come eclissi totali e luna piena, quello che intendo fare è portare alla luce il nesso tra queste feste apparentemente moderne e l’antichissima tradizione dei rituali dionisiaci e dei culti misterici.
Un altro argomento che sta suscitando sempre più il mio interesse è il cosiddetto “risveglio del femminile” che lungi dall’essersi concluso con il movimento femminista degli anni 70 sta molto lentamente riportando la donna a ricoprire nella società il ruolo che le spetta (speriamo!). Questa esposizione vuole essere un piccolo contributo proprio nella direzione del tanto agognato risveglio…

Per poter svolgere la mia ricerca in totale indipendenza e libertà faccio da sempre qualsiasi tipo di lavoro (traduttrice, accompagnatrice turistica, hostess, interprete, receptionist, cameriera, insegnante…) così da garantirmi un minimo di sostentamento economico e la possibilità di continuare a viaggiare sul mio cammino…

Chiara Baldini è nata a Firenze nel 1975, si laurea in Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Firenze, frequenta successivamente il corso di Fotografia di base e Tecniche di camera oscura (primo e secondo livello) presso L’Istituto Marangoni di Firenze e nel 2003 il corso di Foto-giornalismo e fotografia Naturalistica presso la Graffiti School di Roma.

Dal 2000 si occupa in modo estensivo di ricerca fotografica sia personale e “diaristica”, sia di reportage, coprendo soggetti come: le manifestazioni per la pace nel mondo e il movimento New-global; il fenomeno dei Trance Parties (raduni internazionali delle tribù trance); gli antichi cimiteri del Chianti; la donna.
Ha fotografato in Europa, Stati Uniti, Canada, Brasile, Turchia, Thailandia.
Ha realizzato servizi di backstage sia per la moda che per il cinema.

Le sue foto sono state pubblicate su:
Manuale sullo Stato del Mondo, Momap Press, Panzano, 2005.
Io sono della pietra, Opere di Oronzo DeCataldo, Lecce, 2004.
Il Secentenario di Vignamaggio, Firenze, 2004
Dormice®, Catalogo a cura della Galleria Carini, Firenze, 2003.

Tratto dal sito www.casainternazionaledelledonne.org


Per chi di voi si trovasse nella capitale di quell'Italia con le stampelle, vi invito a visitare la mostra di Chiara, amica nonchè fotografa di tutte le foto pubblicate su www.fragmentart.it, nonchè mia guida, nonchè anima sana leggera e pura. Hasta pronto     Keybee

postato da: beegold alle ore 13:15 | link | commenti (1)
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mercoledì, 14 giugno 2006

Dall'ultima opera di Tolstoy

"Quindi questo è tutto quello che vorrei dirti: Io ti direi che viviamo in un'era e in condizioni che non possono durare e che, sia quel che sia, siamo obbligati a prendere una strada nuova. Per seguirla non è importante inventare una nuova religione o scoprire nuove teorie scientifiche per spiegare il significato della vita o dell'arte come guida. E' davvero inutile tornare di nuovo a qualche attività speciale; è un dovere prendere un solo cammino per liberarci delle superstizioni del cristianesimo e delle leggi dello stato. Comprenda chiunque non tiene il diritto, tantomeno la possibilità, di organizzare la vita dei più; che deve condurre la propria vita in conformità con la suprema legge religiosa che gli è stata rivelata, e che appena lo farà l'ordine attuale scomparirà; l'ordine che ora regna tra le chiamate nazioni cristiane, l'ordine che ha provocato sofferenze al mondo intero, che così poco concorda con la voce della coscienza e che giorno dopo giorno  fa più male all'umanità. Non importa cosa sei: mandante, giudice, proprietaro di terre, operaio o vagabondo, riappropriati della tua anima. Non importa quanto il potere, l'autorità e la ricchezza abbiano imbottito il tuo cervello, non importa quanto mortificato  e oscurato  ti abbiano lasciato la povertà e l'umiliazione, ricorda che tu possiedi e manifesti, come tutti possediamo e manifestiamo, uno spirito divino che ci interroga chiaramente: "perché ti martirizzi e fai soffrire tutti quelli con cui entri in contatto?" Comprendi, invece, quello che sei realmente, quanto insignificante e vulnerabile è in realtà l'essere che tu chiami io e che riconosci nella sua propria forma, e in che  misura, invece, il vero io  è incommensurabilmente il tuo io spirituale...  e avendo compreso questo, comincia a svolgere la vera missione nella vita che ti sia stata rivelata da una saggezza universale, gli insegnamenti di Cristo, e per la tua propria coscienza. Dedica il meglio di te stesso a incrementare l'emancipazione del tuo spirito invece che le illusioni della carne e ad amare il tuo vicino, che è uno e la stessa cosa. Appena comincerai a vivere in questo modo, sperimenterai una felice sensazione di libertà e benessere. Ti sorprenderai nello scoprire che gli stessi obiettivi esteriori che ti preoccupavano e che erano lontani dal realizzarsi, non si interporranno più  al cammino verso la tua più grande felicità possibile. E se non sei felice - so che non sei felice - medita su ciò che ti dico. Non si tratta semplicemente d'immaginare me, ma questo è il risultato delle riflessioni e credenze dei cuori e spiriti più illustri; perciò, comprendi che questo è l'unico mezzo per liberarti della tua infelicità e per scoprire il maggiore dei beni possibile che la vita è in grado di offrire. Questo è, infine, quello che avrei voluto dire ai miei fratelli prima di morire."  
TOLSTOY
postato da: beegold alle ore 18:18 | link | commenti
categorie: voci
martedì, 13 giugno 2006

L'intelligenza è, come dice Moravagine, mangiare stelle e rendere merda.


mentre si perdono.

orme di chissà quali animali
così poco compresi
inconsapevolmente illuminati.
pieni di parole.

come di mattoni abusivi

dove non scorre più l'acqua o scorre male.

onde

o parole
meravigliose


graffi sul pianeta.

su questo corpo che ci regge
le visioni sono tutto ciò che abbiamo
e che ci è consentito.

Questi occhi così impotenti
ci rendono il bene e il male.

La confusione da cui non si esce
se non con l'ambulanza,
se non col carro dei morti.


Stanotte ero inseguito dai marziani, accerchiato.
La sveglia terminava la sua corsa come un motore in avaria:
Vieni qui amore mio che ti difendo!


Tutto resta immutato quasi
decorando il nulla.

Solo un lento risveglio così delicato,
il corpo che impara
a riprendersi il fiato.
Il tempo che passa in subbuglio
riprende la sua calma.

La vita si avvicina all'acqua per berla.

L'esagerazione si spoglia
mentecatta.

Abbiamo un io segregato confuso
conciato per le feste.

Verme dello stomaco,
di carne, come me,
sei fatto.

Un inutile ammasso di cellule sembri
se non ti svegli
mentecatto.

Sopra il tavolo riposa l'orologio
incorniciato  dimenticato,
il quadrante contiene i minuti
un'ora
un minuto
una settimana
ed ogni giorno un nome
ma non vediamo ad una punta del cazzo.
postato da: beegold alle ore 18:29 | link | commenti (2)
categorie: poesia
lunedì, 12 giugno 2006

PlaÇa de Trilla. Aspettando Keybee

Leggendo Miller, prima di andare a continuare il mosaico. Il destino ha posto due operai che montano un'impalcatura. E due spazzini verde fosforescenti BC NETAL.
I primi battono col martello, gli altri scopano sotto i miei piedi, dietro di me, mentre scrivo. Ho accombagnato KeyBee in Piazza di Spagna. Mi tocca star quieto e aspettare. Mi guardano anche male. La confusione è davvero tanta. Intorno solo gente che lavora e che si rovina la salute. I pensieri migliori nascono e muoiono dentro di me. Non hanno il tempo di fermarsi sulla carta. Si perdono col respiro, con gli occhi, col MIAU dei gatti.
Persino Miller si confonde nell'era dell'Acquario. Non c'è nessuna era dell'Acquario. Basta guardarsi bene intorno. Si continua a sgozzare come sempre, si costruiscono nuove armi, ci sono le solite guerre... solo qui, da queste parti, c'è il tempo di sentirsi nell'era dell'Acquario.
Un'opinione come un'altra.
Se c'è davvero un'era è quella dei fagioli in scatola... ma non quelli famosi di Wharol... bensì quelli che ho comprato ieri al DIA a 26 cents di euro. L'era degli inscatolati esauriti che vorrebbero al loro lavoro anche me, dopo tutto quello che ho fatto e che faccio per l'Arte. E la verità è... si puedo decirla... che solo io lavoro e ... voi maledetti, non fate un cazzo!! Bell'imbusti!! Sin da piccoli!! Sgozzate la verità!! Fate rumore!! Inquinate!!  Attendete ma non immaginate l'arrivo dei Marziani!!!
E, come se non bastasse, un idiota ha raccolto la cacca del cane che lo porta a spasso e l'ha gettata nel cestino al mio fianco. Ora tutto puzza, puzza tutto. E con puzzo, puzzo. E gli operai si sono moltiplicati.Ma io devo aspettare, qui, PlaÇa de Trilla, nel nulla assoluto che non sia vacuo, senza farmi confondere ulteriormente, totalmente travisato. GOLD
postato da: beegold alle ore 20:03 | link | commenti (3)
categorie: arte

IO FRAMMENTO

Utente: beegold
Nome: Orodè frammentartista
Sono l'artista maledetto e outsider Orodè. Sito opere d'Arte:


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