mercoledì, 31 gennaio 2007

Orodè in Musicaos

Ringrazio di cuore Luciano Pagano per aver inserito il mio racconto integrale LA TARANTOLA nella sua splendida rivista MUSICAOS, che consiglio a tutti di leggere. Qui il link di Musicaos N. 25, da cui si può scaricare la rivista: www.musicaos.it

Orodè

postato da: beegold alle ore 18:02 | link | commenti
categorie:
martedì, 30 gennaio 2007

DUE AMICI NEL WEB

Ringrazio Davide che da domenica 28 Gennaio espone tre mie opere nel suo blog www.davidenota.splinder.com/

Ringrazio Paola che espone una mia pittura nel suo blog http://imperfezionidiscendenti.blog.tiscali.it/

 

Orodè

 

postato da: beegold alle ore 14:16 | link | commenti (2)
categorie:

CONTRO GLI IDIOTI

Ora che sono lontano dal blog da due giorni. Ora che mi trasferisco nella mia nuova tana. Perché sono un verme, il poeta è un verme! Me l'han detto ieri, telefonandomi, alle 18.20, per insultarmi e minacciarmi: sconveniente il modo in cui ho portato il mio lutto! incredibile!  Comunque ho raggiunto Keybee! La casa nuova è bella e non mi fa pensare tanto a quell'idiota che ieri voleva insegnarmi la morale! IO gliel'ho detto, in finale di partita, il problema è che siete tutti finti, solo questo è il problema: mancanza di verità! Io sono vero in parole, opere e missioni! Comunque non si finisce mai d'imparare! il sottoscritto mangia, beve e se ne fotte del vostro inferno! Sta di fatto che la presunzione è abnorme. Nemmeno nel finale delle tue reincarnazioni capirai un grammo di me! E maledetto a te se rifai il mio numero di telefono!

Ora alcune considerazioni: il blog che scrivo è diario e casa- mia e di Keybee. Tutti coloro che non si trovano a proprio agio- anziché telefonare per insultarmi- devono semplicemente morire quanto prima e fare spazio. UN mio post di lutto ha trasformato questo blog in un quaderno delle firme del mio dannato paesino. Bene! Da quando son nato voi miei compaesani- con le vostre collane di pomodorini- siete la morte della poesia. Tornate nel vostro mondo quindi- tranne i Bruciati e qualche raro "puro".

Essere costretti a modificare un post e togliere dei commenti. In questa casa dell'arte è ben accetto solo il meglio. Il fatto che il blog sia una casa- con mura trasparenti- come in Dogville. Le mura ci sono e non ci sono. Qui c'è posto per la poesia, per la bellezza, per la verità, per la ricerca..... il resto mi fa vomitare! Compito primo allora è selezionare: scegliere! Perché la casa esiste! Ed è una casa dell'arte! Perché in giro ci sono carogne e non c'è posto per i finti.

Chiunque in futuro abbia intenzione d'insultarmi per telefono deve versare prima 500 euro. Chiamarmi prima per informarsi del versamento. dopodichè posso ascoltare le sue stronzate di senza cervello.

Questo blog è un quadro. In queste ore si lavora a togliere.

Il fatto che l'ignorante totale insulti il poeta e lo minacci- oltre che essere una verità perpetua- è ormai- per me- una consolazione e un onore. La maggior parte di voi sono carogne! Solo che prima di spolparmi io avvelenerò le mie carni... così da lasciarvi con bollicine di bava, contorsioni e morte.

Come diceva Baudelaire: "Più si lavora meglio si lavora. Pulizia. Igiene. Condotta morale."

Intanto io e Keybee ci abbracciamo. Voi volete che si scriva come De Andrè alla morte di Tenco. Ma De Andrè è De Andrè. Ed ascoltarlo è un miracolo.

Ora si va Avanti! "En marche! En marche!"

Orodè

postato da: beegold alle ore 13:33 | link | commenti
categorie:
lunedì, 29 gennaio 2007

FREEDOM CENSURED

Ora...non posso che chiedere il favore a tutti coloro che volessero ricordare di andare a portare fiori al cimitero o che piangessero sulle tante spiagge a disposizione, lì da quelle parti, o una bevuta alla salute sui gradini di qualche chiesa d'altre città, d'altri paesi. Qui non si può più. Non so perchè, in che modo, direttamente o indirettamente, pare che la spontaneità di alcuni gesti viene punita. rendere pubblico il lamento è stato un atto istintivo, come tutti gli atti in questo blog, atti puri di conseguenza, senza paure, imbarazzi o perversioni...Forse tutta questa spontaneità è figlia dell'ingenuità, diciamo così, non diciamo invece che ormai bisogna fare attenzione a tutto, a come si urla, a come si piange, a come si dice, a come si crede, a come si parla ,a come si vive, a come si è...perchè gli aguzzini sono pronti dietro l'angolo loro sono pronti a minacciare. La libertà è un utopia anche di fronte alla verità e soprattutto di fronte ad essa, la verità, la falsità, è una lotta in cui a volte vince l'una a volte l'altra, a costo di spargimenti d'essenza. D'anima.

Tutti i commenti,  relativi alla morte di un amico sono stati eliminati perchè pare che suscitassero critiche troppo pesanti, e per mantenere l'anonimato di chi non c'è più. Mi scuso personalmente con lui e non altri, quando ci incontreremo nel mondo che non ha policy, nè becchini nè giudici, se c'è qualcosa di cui scusarsi.

Ringrazio coloro che sono passati col cuore, diciamo così, si col cuore... mi scuso anche con gli amici bloggers di cui ho cancellato i commenti ingiustamente...ma è stato un atto punitivo anche per me stessa. 

Invito tutti coloro che volessero scrivere commenti su tale argomento ad astenersi dal farlo se non accettano il limite del rispetto di coloro che restano.

Per il resto Fragmentart resta un blog libero creato nel nome dell'arte e della poesia e vive solo grazie ad esse, e per esse.

postato da: noirdespire alle ore 18:48 | link | commenti (8)
categorie: voci
sabato, 27 gennaio 2007

LE VICTIME

victim

opera: "Le Victime" di Kalmakoff su http://visionaryrevue.com/

Non vale la pena sospirare, signore.

Il tempo è maschio e quando beve brinda al gentil sesso.

Confuse dalla galanteria, sentiamo

celebrare la nostra mediocrità, 

 l'indolenza lodata come abnegazione,

 il ragionamento sciatto è detto istinto,   

ogni errore perdonato, la nostra sola colpa     

proiettare ombre troppo nette     

o d'improvviso rompere gli stampi.

Per questo, celle punitive,              

gas lacrimogeni, guerre di logoramento.           

Poche le aspiranti a un tale onore.   

(Adrienne Rich da "Istanatanea di una nuora")

postato da: noirdespire alle ore 18:50 | link | commenti (14)
categorie: poesia, arte
venerdì, 26 gennaio 2007

per ..da Progetto Bruciato...

Mano nella mano

e forse si pensava

che l'universo

non è di cera

ma si cantava

eccome si cantava

meglio morire

che essere di cera.

meglio morire

che essere di cera!

Orodè

postato da: beegold alle ore 13:31 | link | commenti (2)
categorie: poesia

In memoria

Sei deceduto dopo la finzione della speranza del coma profondo.

 

Oggi ci puoi trovare in fila indiana e che tiriamo pugni in aria e sui mobili, perché la tua scomparsa non l’accettiamo. Mi troverai che ringhio, sbavo e piango contemporaneamente nonostante sia innamorato e ascolti Tim Buckley, Leonard Cohen, Nirvana, Gaber, Noir Desir… per salvarmi.

Perché nel nostro duro cuore tutti i bambini rimasti si stanno contorcendo. Ed io bacio i tuoi piedi come li bacio alla mia madonna. E mancherò io questa volta per accompagnarti. Ma quando vuoi si va in campagna a volare alla faccia dell’insignificanza della vita e del futuro.

 

Per non morire sto dicendo a tutti i nostri amici che la vita ha senso solo se vissuta in bellezza e in verità. Ma tu sai come siamo matti…  oggi questo paesino d’incatramati dove siamo nati, questo ano di nome Sava, ha un buco nero al centro, una ferità che l’affonda.

 

Si sparge la voce per i telefoni che  l’amico nostro, (lo conosci?) è diventato grande ed è morto a ventisette anni! Ha fatto centro, si dice. A 27 anni! Beh! Uno di noi ce l’ha fatta! Quando vuoi però, la prossima birra te la offrirò lo stesso.

 

Quando vuoi vieni a prendermi. A me. E tutti gli altri. Una lunga lista. Perché con classe te ne vai. E noi cercheremo di fare lo stesso. Con l’occhiolino dell’amico che approva. Saluto eterno! Per quanto si possa

 

Te ne vai con la villa comunale. Con  un vespino particolare. Con in tasca Rimbaud. Te ne vai e resti per sempre!

                                                                  Orodè

                                                                                                     

postato da: beegold alle ore 11:18 | link |
categorie:
giovedì, 25 gennaio 2007

Reportage del free dancer Orodè Deoro alla casa-museo di Leandro. Prima parte.

Museo Leandro

Vischio Spaziale

(Reportage del free dancer Orodè Deoro alla casa-museo di Ezechiele Leandro)

                                                     prima parte

Sembra che l’arte sia questione per dotti. Questo solo perché mentre l’artista fa-crea- la massa non può che sciacquarsi la bocca- tra un lavoro e un altro- e sputare veleno: poca roba! Sono passati tre anni. Tre anni fa, mentre vivevo nella casa-museo Vincent City a Guagnano (Le) giunsi a visitare la casa-museo di Leandro, artista morto nell’81, a S. Cesario di Lecce. È necessario dare dei numeri per intenderci. L’incredibile storia di Ezechiele Leandro, nato a Lequile (Le) nel 1905, trovato in una cesta da una donna di nome Adamo Crocefissa. Il nome gli viene imposto dall’anagrafe e viene affidato ad una coppia di contadini. Frequenta alcune delle classi elementari e fa il pastore. Il cementista. A 26 anni comincia la sua prima opera, “La montagna forata”, una scultura di 153 kg che fa spedire a Mussolini- il quale gli risponde curioso delle sue “inspirazioni” e gli manda 80 lire. Si sposa e si trasferisce a San Cesario. Fa il minatore in Africa dove apprende dagli indigeni la tecnica di produrre i colori con terre e materie naturali. Fa il minatore in Germania. È chiamato alle armi. Fa il rottamaio ed apre un’officina di riparazione e vendita di biciclette. A 50 anni espone il gruppo scultoreo “La banda di Pinocchio” nella piazza di San Cesario. Comincia a dipingere a 52 anni. Comincia a realizzare mostre e a ricevere premi. A 57 anni comincia la costruzione del “Santuario della pazienza”, che lo impegnerà per quasi il resto della vita. Appare per la prima volta alla tv italiana e compare un primo articolo su di lui in una testata locale. A 61 anni riceve la benedizione di papa Paolo VI che vede nella sua opera “l’affermazione della fede”. Pare che abbia rapporti epistolari con Picasso ed altre personalità dell’epoca ma le lettere sono state trafugate dal museo. Muore la moglie  ed entra in crisi e deve occuparsi di un figlio affetto da sindrome di down. Realizza in questi ultimi 20 anni oltre 90 esposizioni in Italia e all’estero. Vince premi e riceve molti riconoscimenti. Tuttavia i compaesani- che non gradiscono i suoi “mostri, pupi”- fanno petizione per demolire la sua casa-museo. Leandro reagisce scrivendo lettere denuncia e affiggendo un Manifesto alla Cittadinanza. A 72 anni scrive il suo primo libro: “La creazione degli angeli ed il peccato di Adamo e di Eva”, nella prima pagina si legge: “Nota al lettore: per espresso desiderio dell’Autore non sono state apportate le dovute correzioni”. Nei due anni successivi pubblica altri due libri: “Pensieri e cunti” e “Sentite questo”. Nel 1979 è invitato da Cesare Zavattini alla rassegna “Naifs”. Nel 1980 è nominato “Accademico D’onore a vita” per “Sentite questo” dall’Accademia Internazionale di Lettere Arti e Scienze di Bologna. Muore il 17 Febbraio 1981, in seguito ad un ictus cerebrale, alla vigilia di una grande mostra a San Cesario.

Considerando l’ignoranza, la strafottenza e l’incuria della terra e del comune dove Leandro è vissuto, presto della sua opera non resterà nulla- in quanto le opere sono costantemente trafugate. Il Santuario della pazienza è sepolto dall’erba e non regge da solo all’assalto del tempo. Ed ora c’è da registrare l’ultima notizia, uscita sul Corriere del Mezzogiorno il 15 Settembre 2006:

“SAN CESARIO: DANNEGGIATA LA CASA-MUSEO DI LEANDRO. DETURPATA LA FACCIATA DEL BENE.”

Sarebbe da ricopiare l’intera pagina del quotidiano perché è più che cronaca ma riporto solo questi due passaggi:

 

“La decorazlone artistica che corre lungo il perimetro esterno della ca­sa-museo di Ezechiele Lean­dro a San Cesario di Lecce, fatta con i materiali (cemen­to a presa rapida e materiale di risulta, uniti ai colori e a tanta creatività) più utilizza­ti dal pittore e scultore sa­lentino, è stata deturpata nei giorni scorsi, anche se la notizia è stata resa nota da uno degli eredi solo ieri: al­meno una ventina di metri della decorazione esterna che corre lungo la facciata della casa esposta su via Ter­ragno (la facciata principale è su via Cerandolo) è stata letteralmente staccata dal muro esterno della casa, sud­divisa fra gli eredi alla morte di Leandro avvenuta nel 1981.”

 

 

LA DENUNCIA- E, a quan­to pare, in maniera anche violenta, come spiega Anto­nio Benegiamo, 47 anni, ni­pote materno di Ezechiele Leandro: «Sono stato avvisa­to dell'accaduto giovedì scorso, da alcuni vicini, che hanno notato due operai in­tenti a sbriciolare, a colpi di martello pneumatico una parte dei pannelli in pietra che mio nonno ha realizzato lungo la facciata esterna del­la casa. Purtroppo, quando sono giunto sul luogo, l'ope­ra di distruzione era già avve­nuta». I pannelli in questio­ne si trovano sulla facciata laterale della casa, che è sta­ta ereditata da due cugini di Antonio Benegiamo, Anna­maria e Claudio Bruno, an­che loro nipoti di Leandro. Ma proprio le dichiarazioni di quest'ultimo, abitante nel­la casa che ha subito la deturpazione, non contribuiscono di certo a chiarire la vicenda: «Io non ne so niente, e non ho alcuna intenzione di commentare alcunché- dice Claudio Bruno- Per me si trattava solo di pezzi di pietra e scarabocchi».”

Caro, sei l'emblema, il magnifico emblema della mia terra e di quasi tutto il pianeta. Nato al posto della cicoria di cui ne fai le veci.

Per chi volesse guardare l'opera di Leandro:

                                       www.museoleandro.it

                                                                                             Orodè

 

postato da: beegold alle ore 16:41 | link | commenti (6)
categorie: leandro
mercoledì, 24 gennaio 2007

Lettera alla madre di Baudelaire, quanto mia.

Comincio a riordinare gli universi e non è facile. Gli universi sono fragili, si sfibrano, si toccano, si rompono. Diventano regali da dare agli altri.

Quanto siete lenti secondi! Che cos’è oggi?? La posterità è un lavoro permanente! 

Oh Baudelaire, caro Baudelaire, da cui tutto è partito ed ero un bambino. Sarà per colpa tua- grazie a te- che un giorno cadrò sugli scalini di una chiesa e sarò morto. Tutto morto!

Alla vigilia del mio nuovo trasferimento nella capitale. Questo atto scaramantico. Questa riconoscenza. Questo amuleto:

 

Parigi, sabato 4 dicembre 1847       

 

“(…) Se sapeste quale sforzo mi è costato prendere la penna e rivolgermi ancora una volta a voi, disperando di farvi comprendere, a voi che conducete una vita regolare e senza problemi, come potessi vivere in simili difficoltà! Supponete un ozio perpetuo imposto da un malessere perpetuo, e l’assoluta impossibilità di venirne fuori, a causa di una perpetua mancanza di denaro. Senza dubbio, in casi simili è preferibile rivolgermi ancora a voi, qualunque umiliazione possa costarmi, piuttosto che a persone indifferenti presso cui non troverei la medesima simpatia. (…) Supposto che, per una benevolenza disgraziatamente sempre insufficiente, vogliate tirarmi fuori da questa infelice storditaggine, che fare DOMANI? L’ozio mi uccide, infatti; mi divora, mi mangia. Non so veramente come possa avere forza sufficiente a dominare l’effetto disastroso di quest’ozio, e possedere ancora un’assoluta lucidità di spirito, e una perenne speranza di fortuna, di felicità e di calma. Ecco cosa vi chiedo ora a mani giunte, tanto mi rendo conto di aver toccato il limite non solo della pazienza altrui, ma anche della mia. (…) che se potessi arrivare a condurre per quindici o venti giorni, una vita regolare, la mia intelligenza sarebbe salva. È un ultimo tentativo, è un gioco. Rischiate sull’ignoto, mia cara madre, vi prego. La spiegazione di questi sei anni così singolarmente e disastrosamente pieni, se non avessi goduto di una salute di spirito e di corpo che nulla ha potuto uccidere, è molto semplice; si può riassumere in questo: sventatezza, rinvio al domani dei progetti più banalmente ragionevoli, di conseguenza miseria, e sempre miseria. Ve ne do un esempio; mi è toccato di restare tre giorni a letto, sia per mancanza di biancheria, sia per mancanza di legna. Francamente, il laudano e il vino sono delle cattive risorse contro la desolazione. Fanno passare il tempo, ma non ti ridonano la vita. (…) Possano simili confessioni- per me e per voi- non essere conosciute mai dagli uomini vivi e dalla posterità. Credo ancora, infatti, che la posterità mi concerna. (…)  L’ozio assoluto della mia vita apparente, che contrasta con la perpetua attività delle mie idee, mi getta in collere inaudite. Me la prendo con me per i miei errori e con voi perché non credete alla sincerità delle mie intenzioni. Il fatto è che da alcuni mesi vivo in uno stato incredibile. (…) il tempo fugge, le necessità permangono. (…) A partire dal 1° gennaio. Comincio un nuovo mestiere, cioè la creazione di opere di pura immaginazione, il Romanzo. È inutile che stia qui a dimostrarvi l’importanza, la bellezza, e gli infiniti aspetti di quest’arte. (…) Non parlate più della mia età. Lo sapete bene, un’educazione è diversa dall’altra, e la questione si può riassumere in questo modo. Più passa il tempo tra il giorno della nascita e l’istante destinato al successo, più bisogna far presto e trarre profitto da tutto. (…) Il tempo vola. E qualche giorno d’ozio in più può uccidermi. Ve l’ho detto, ho così abusato delle mie forze che sono arrivato ai limiti estremi della mia pazienza, e mi sento incapace di un ultimo grande sforzo se non sono aiutato un poco. (…) Vi chiedo di vedervi, e di essere ben accolto,e in maniera tale che il vostro contegno, i vostri sguardi, e la vostra parola mi proteggano, in casa vostra, contro tutti.

Addio. Sono felice di avervi scritto.

         Charles”                                  (il poeta, all’epoca, aveva 26 anni)

Io sono come le erbette sulle nostre chiese barocche.

Di certo verrò divelto- se ci arrivate-

ma rinascerò da altra parte.

È inutile crepare!

Orodè

postato da: beegold alle ore 11:58 | link | commenti (1)
categorie: poesia, arte, voci, bellezza
martedì, 23 gennaio 2007

Orodè su Tele Rama

Orodè su Tele Rama fa la figura del Bidet. Per innaffiare le rose ci vogliono le spine. Per assorbire il biscotto ci vuole l'inguine. Il delirio tremens è un suppellettile. L'arroganza mostarda. Smontata una mostra se ne fa un'altra.

Orodè

postato da: beegold alle ore 17:00 | link | commenti (7)
categorie:
domenica, 21 gennaio 2007

Apologia di Genocidio: i want to be ready!

Un mio commento al bel post  "APOLOGIA DI GENOCIDIO"di Davide Nota

http://www.davidenota.splinder.com/

Grazie per questo post. A tutti questi becchinbecchi, caro Davide, ci si ribella con uno straordinario tasso di autodistruzione. È il contraltare da sempre. Con un innalzamento della temperatura corporea superiore a quella del pianeta. La loro malefica bruttissima faccia è il loro manifesto di morte, dalla notte dei tempi. Con questa idea del potere pari a contraffazione e sopraffazione. I politici tutti vanno messi sotto le scarpe dall’arte. Dall’arte meravigliosa ch’è fuga dallo sporco reale ed è spada tratta, è veleno nelle orecchie dei mercanti di notte. Lo si lascia colare teneramente nelle orecchie, pregando per la loro morte, il più presto possibile, Maledetta realtà che si oppone al sogno dei poeti e dell’arte. Le loro parole funzionano bene nel sistema che hanno creato per questa terra sventurata. Le loro parole paiono matematica. Fanno due più due i bambini dell’asilo, pasciutelli e ingrassati, con voce modificata, atteggiamenti da grandi, sono cresciuti ma io li vedo ancora all’asilo coi brufoli di grasso- i potenti- li vedo col muco ancora, con la pastina sul mento. Li vedo incapaci che fingono e fingono e fingono soltanto- e qualcuno, poi tanti- più idioti di loro- li appoggiano. E meritano la morte- tutti tranne gli angeli ribelli- tutti tranne Lucifero meritano la morte! E la morte verrà fortunatamente ma degli angeli ribelli non raccoglierà molto oltre alle brame, aldilà degli impennamenti- un po’ di cenere rosa soltanto- il resto è della materia dei sogni- il resto è musica! Alla faccia dgli inutili maledetti che non possono nulla contro il sogno dell’arte- e lo sanno, lo sanno- ecco perché sono pericolosi- e guerra vogliono contro l’arte- e parlarne solo dopo la morte.. dell’arte. Ma la pellaccia la si vende cara da queste parti. Venghino i signori potenti! Venghino a chiudere anche un solo occhio da queste parti. Che qui si giace con lo spirito del tempo a scotennare i distruttori del mondo in ebbrezza assoluta. A ballare con le anime sante della storia. A fare giro giro tondo con le anime di Dalì e di Lorca. A derubare i loro poveri occhi. A sputargli in faccia. La loro prima arma è rubare tempo. Spuntare la prima lancia quindi. La loro seconda arma è volere e volere dare un prezzo a tutto. Spuntare questa seconda lancia allora. Intontiti dopo due sole lance rischiano di solito la figuraccia ma possono anche gettarsi contro- perché il loro demone è così svelato- a questo punto essere pronti- I want to be ready!: sgozzarli! Si chiederanno, in punto di morte, come è potuto accadere, quale essere ha potuto fare ciò. Ma sono ignoranti e tali devono morire. Senza un grammo di luce: solo grasso in pasto ai vermi.

Per quanto riguarda la carne degli artisti e dei puri martoriata- anche durante la decomposizione sarà baciata dal ricordo del tempo e dall’amore. Perché la bellezza è eterna!

La bruttezza invece? La bruttezza si condanna da sé. Se vuole essere eterna- se ha questo coraggio- che ci provi.

Servono comunque amuleti. A me viene sempre in mente questo, in questi casi:

 

“[…]Se per mezzo dell’indifferenza e dell’inerzia creiamo, bombe umane e bombe atomiche, allora mi pare  che il poeta abbia il diritto di esplodere nel modo a lui consono, all’ora da lui fissata. […]Che cosa importa a quei mostri che ora hanno il potere di quel che sarà del poeta, dello scultore, del musicista?[…]All’individuo creativo danno la colpa di indebolire la struttura sociale. Una mania persecutoria si scatena non appena una parola sincera è pronunciata. […]L’unica cosa che sopravvive, che è sostenuta e difesa fino all’ultimo sangue, è la menzogna […]” ( H. Miller)

 

Io nel frattempo preparo le prime t-shirt coi miei disegni. Ho la Pittura 29 del mio sito che su  una t-shirt nera vale più di tutti i soldi di quegli antropofagi che sono citati sù. Quando vuoi posso mandarti del materiale per il tuo blog, tipo la Pittura 29, per controbilanciare insieme alle tue (e degli ospiti) parole le risate dei “potenti”.

Orodè

 

postato da: beegold alle ore 12:05 | link | commenti
categorie: poesia, arte, voci, bellezza
sabato, 20 gennaio 2007

brain storming vs la mia tempesta

La nudità delle vostre parole storte.

La parola appesa al senso, come la carne in macelleria.

la musica stonata che rimbomba.

la morte che si cerca il fosso e il dorso per leccarsi.

Letti libri buoni se ne fa fagotto e si dimentica la pasta scotta, il digiuno del corpo non fa male.

Ci si salva col silenzio? Poi consumate le tenebre resta il peso sordo dell'abbandono.

Cosa credi che non sento? che non penso?

Con la spada tratta che schivo quando mi confondi coi nemici, occhi furenti dell'incompreso. Montagna di cuori sanguinanti e incubi, naufragi d'amori impossibili.

Tutti attorno in girotondo, muraglia cinese che calpesti, vittorioso e piedi sporchi. sanguinario eroe furente....santo folle e prepotente.

castello nero del libro nero: tutto quello che sapevo dire e  che non trovo più.

ascolto come ipnotizzata il suono di una verità....le tante facce di dio sputate addosso senza che io possa prendere in considerazione la mia.  Troia e santa. senza per questo dovervi chiedere perdono. Fare silenzio e ascoltare le preghiere di un'altra religione, un'altra tra le tante altre e mi dileguo dissanguata di silenzio. Perfettamente silente, perfettamente forma di donna da buco, vagina e santità. Tutta carne e morte tua Signore!

La verità ha forma d'ombrello...ma se potessi mi bagnerei, se potessi fare la pioggia delle mie avversioni.

Però io mi confondo tra la gente, tra tutti gli altri tentativi che siamo. Comunque migliori di me, questo si che lo ripeterò sempre.

Occhi specchio perchè tu possa specchiarti, Credermi utile almeno per un'altra creatura che cerca la sua santità.

I fiori appassiti nella mia stanza restano a lungo nel compiacimento della loro decadenza. Ovunque l'inganno è in agguato.

Appena fuori dalla porta stanno come aguzzini i parenti, i padri, gli amanti passati come a voler incastrare la mia fuga, come per intrappolare il mio sogno della verità antica.

postato da: noirdespire alle ore 18:46 | link | commenti (5)
categorie: poesia, bellezza

Da LA MANO MOZZA di Blaise Cendrars

Non si ha il diritto di pavoneggiarsi a cavallo quando non si sa montare una bestia. Il giorno del suo arrivo al reggimento, per passarci in rivista il nuovo colonnello aveva scelto un robusto cavallino nero e peloso come lui, e come lui con una groppa svasata e lustra. Ed ecco che quando gli portarono la cavalcatura, e il colonnello tentò d’issarsi in sella, ecco che la buffa e tozza bestiola si sdraiò in terra, si voltò sulla schiena coi quattro zoccoli all’aria, fece una giravolta, due giravolte, finché il simpatico morello s’adagiò di fianco, lungo disteso, immobile, con la testa nascosta fra l’erba, facendo il morto come un cavallo da circo ben addestrato che eseguisca un numero, senza più muoversi, né sotto le strappate del morso che il soldato palafreniere che l’aveva presentato all’ufficiale gli faceva brutalmente sentire dando gran strattoni alla briglia, né sotto il diluvio di scudisciate che quel goffo fantoccio di colonnello gli somministrò rabbiosamente prima di passare in rivista furibondo, ma a piedi, il suo reggimento schierato di fronte a lui su due ali, ciascun uomo impalato sull’attenti, ben allineato, ma contratto da spasmi interni che gli torcevano le budella, da sussulti che gli facevano ballonzolare, schiattar l’ombelico e il pomo d’Adamo, e scoppiar negli occhi bollicine di lacrime provocate dal riso,un riso represso da far ammattire, inestinguibile se uno di noi l’avesse mai lasciato sbottare,riso doloroso che ci irrigidiva tutti come presi nella morsa d’un crampo, i muscoli tesi da spezzarsi.

(Blaise Cendrars)

postato da: beegold alle ore 17:53 | link | commenti
categorie: arte, voci

IO FRAMMENTO

Utente: beegold
Nome: Orodè frammentartista
Sono l'artista maledetto e outsider Orodè. Sito opere d'Arte:


Orodè Deoro

Crea il tuo badge

Commenti recenti

Orode in Primo nella classifi...
mitralika in Primo nella classifi...
solcodellaterra in Primo nella classifi...
mitralika in Forza gaber: "E tu s...
Orode in Cerimonia di premiaz...
mitralika in Cerimonia di premiaz...
Orode in Cantava “Volevo un...
utente anonimo in Cantava “Volevo un...
Orode in Poesia di Iole Toini...
ioletoini in Poesia di Iole Toini...

Archivio

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie


a+l
abusivismo
achir
acqua
adamo
adrienne rich
afferrare
al-kar
albero
alessandra del vecchio
alessio argentino
alessio lega
ali
allon enfants de la patrie
amanti
amici
amore
ana la balena
andrea laudisa
anedda
angelo
angelo milano
anna maria ortese
annalisa cima
anne sexton
antoine cassar
antonio verri
apollinaire
apophis
apparecchiando per due
applicazione
arch gallery
architetto stefano leopizzi
architettura
argan
arsmac
art-meter
artaud
artcevia international art festi
arte
artecomunicarte
articite
artisho
artmajeur
artqnet
artwindow
ascelle
asilo di mendicitĂ 
aspettando godot
asta
astremo
attila jozsef
audiopoesia
audiorodè
augurio
autoritratto
avviso pubblico
aztechi
baby
baccante
bacon
ballo
balzac
bambola
bannato
barcellona
bart
barthes
baudelaire
beatrice
beats
bellezza
beneficenza
bertand cantat
bertelli
better world
big sur
bill viola
bitonto
blaise cendrars
bludicielo
bocca
bodini
bohème
borgo natio
botrugno
bottega libraria
bradbury
brainstorming
bruciati
buio
bukowski
burroughs
byrne
caedmon
caffè
callas
campana
campi salentina
campilongo
camus
cane
cannes
cantautore
canzone
capodanno
carla saracino
carlo bo
carmelo bene
carne
castel santangelo
castello carlo v
castromediano
catrame
catrame letterario
cattelan
cazzo
chagall
che guevara
chiacchiera
chianti summer solstice
chiara baldini
cimitero
cinema
cioran
cittĂ  del libro
clean slate
clepsydra edizioni
clown
cocò
codice captcha
col bene che ti voglio
collettiva
colosseo
committenza ecclesiastica e sist
compleanno
concorso
coniugare bene
cool club
corato
cornucopia
corpi darco
corso
coscienza
cover
cripta dei cappuccini
cristina annino
cristo
critica
critici
cuba
cucchi
cuore
céline
daniele coi
dante
dario
dario cilindro
dario friolo
dario muci
dark-bright
davide faggiano
de andré
de gregori
dead can dance
deleuze
desert song
deserto culturale
detrattori
diario dei sogni
dichiarazioe universale dei diri
dipingere per sensibilizzare
direlavoce
disegno
domus mea
donna repubblica
dormice
dream
dreyer
e-zine
edoardo de candia
edoardo winspeare
elena cantarone
elizabeth craig
emilio merlina
en marche en marche
enrico baj
ergot
erotismo
esposizione
estate
estemporanea
eternitĂ 
etsuro sotoo
eva
eventi culturali
facebook
falasco
fame
fassbinder
fernanda pivano
fernanda tollemeto
festa
festival
fiabe
finzione
firenze
flickr
foglie
follia
fondo verri
forno
fortuna
fotografia
fragmentart
fragmentart man
francesca dotta
francesco conti
francesco de girolamo
francesco del prete
frantoio ipogeo
frida kahlo
fritz lang
fuck
fuck you very much
fuoco
fuori le mura
garcia lorca
gatto
gaza
geisha
gesu bambino
gi-otto
gian ruggero manzoni
gianfranco parisi
ginkobiloba
ginsberg
gioco
gioia perrone
giorgio gaber
giovani idee
giuda
giuditta
giulio de mitri
giuni russo
giusy caroppo
godard
grottaglie
guagnano
guerra
gurdjieff
gurdjjeff
gutierrez
haiku
harem
henry miller
hillman
ho
holan
i ching
i luoghi dallerta
i sotteranei
i tesori di cracovia
iacopone da todi
icaro
il battello ebbro
il cinema in corpo
il colore del suono
il domasguardi
il messaggero
il modello
il paese nuovo
il purgatorio di simone giorgino
il seme e luniverso
il trionfo di bacco
immondizie
improvisation
inculata
insetti
intermedia-group
intervista
io sono della pietra
iole toini
jean genet
jim morrison
john cage
julio cortazar
kafka
kerouac
ketty
keybee
keybee cset moi
keybee orodè
kinder
la gru
la rete on line
larte dellaccecamento
latte
latte+
lawrence
le iene
le veneri di parabita
leandro
lecce
leonardo da vinci
leopardi
lerotica
lesecondaluna
letteratura
lettura
libro
licenziamento
lili brik
lilt
lincanto delle macerie
lisa gerrard
lode
looser
lotta
luciano pagano
luglio
lunico e la sua proprietĂ 
lupo editore
maccagnani
made in yellow
madre
magia
magrebino
majakovskij
mallarmé
mamastudios
mangiare
mare
margherita macrì
maria grazia calandrone
mariangela gualtieri
marta ampolo
marte live
martelive
martemagazie
marthia carrozzo
maruggio
massimiliano manieri
massimo nicotra
maternitĂ 
mattone rosso
mauro chiari arch gallery
mauro marino
mcclure
meloni
mercato darte
merda
merdoro ruìna
meteorismo
meticcia
metropolis
michelangelo zizzi
michele contegno
microbonet
mirò
miti
mito
mitologema
moctra collettiva
moda
modugno
momap
mondo
morte
mosaic atlas
mosaico
mostra
murales
muralismo messicano
museo bazar
museo virtuale
music saved my life
musica
musica popolare
musicaos
muvac
nada
naffintusi
natale
natale 2007
nazareno
niente
nietzsche
non te
nostra signora dei turchi
notte bianca
notte darte
novae
nua
ofisauro
omar di monopoli
orazio guarino
orodeismi
orodè
orozco
ortaggi
osho
otranto
outrarte
outro
paese nuovo
pagina zero
palabras en el mundo
paloma negra
paola castagna
paola rollo
parigi
paso
pasolini
passaggi fondamentali
pecorinico
perfomance
periferie dellanima
personale
pianeta fresco
picasso
piccioni
piero rapanĂ 
pietĂ 
pink floyd
pino bertelli
pins
pittura
pittura in chiave di violino
pizzica
pleasant street
plexus
poesia
poesia al femminile
politeama
porno art
porta portese
pppasolini
preghiera
premio
premio celeste
premio fani
premio luzi
premio terna
presepe
primavera
prosa
proto quam quam
protoquamquam
prrrrrrrrrrrrrrr
prĂŞt-Ă -porter
puglia
punk
pupa
père lachaise
quel che so del cielo
radici
rapsodie gitane
reading
recensione
rené char
reportage
ribellione
richard wright
richter
rimbaud
risata
risveglio
ritratto
rivista
roma
rompere
rossana calbi
rossano astremo
russia
s oronzo
salento
salento eventi
salice salentino
salvezza
sanguineti
sara valente
sava
savina dolores massa
sawan
scala madre
scopata
scrittura
sempre nuova è lalba
senoysansenoysemangelof
senza di te sono morto
senza titolo
sesso
sgarbi
shiba
silenzio
simone franco
simone giorgino
simposio
sinergia
sirena
skate-crux
skazka magazine
smoking in love
societĂ  operaia
sogno
sold out
sound
spazio sfera
spettacolo
stampa
starter
stelle
stig dagerman
strada
strada darte via g palmieri
streetart
studiocreativity
stupiditĂ 
supermart
sylvia plath
tabula rasa
talentseekers
tango
taranta
teatro
tecnica mista
telefono
template
tenax
teorema
terra
tesi keybee
tim buckley
tiziano serra
tocchi di colore
totem
totò
trasfigurazine
tremare
tufi
tuxedomoon
umberto saba
undici
uomo
vacanze
vaconte
vaffanculo alla vostra storia
valentina
vampiro
van gogh
vanadium 72
velazquez
venenum
veritĂ 
vernice fresca
vertigine
viaggio
video
vincent city
vincenzo presta
vinicio capossela
vinto
vischio spaziale
vita
vite di confine
vito mazzotta
vittoria
vivavoce
voci
vonnegut
vuoto
walhalla
wi-fi art
wilde
without
yetibrush
zunardu
zupi
2008
2009

Links

Sito d'Arte dell'Africa... d'Arte lontana...
Absolute Poetry
Akatalepsia
Alessio Argentino- Malex House
Alessio Lega blog
Altro Salento
alveare
Ana la Balena
Anila Resuli
Arch Gallery
ArsMeteo
Arte e artisti
audiopoesia di SimoneGiorgino
Aurelio Valesi
Carta Sporca- Blog di poesia impura
Cattedrale
Chiara Daino
crestailiacasinistra
Currenti Calamo
daniela raimondi
Dark Bright
DIARIO DI VINCENT CITY
dirtyinbirdland di maiko
Dis-pensa
Edonismi lirici
Elio Copetti
Emilio Merlina
Enzimi Blog
Erodiade
Fondo Verri
Fragmentart in MediaGroupDesign (in Art Lab)
Fragmentart MySpace
Fragmentart su ART-Meter
Fragmentart su Arte in Vetrina
Fragmentart su ArteComunicarte
Fragmentart su Articite
Fragmentart su Artincart.com
Fragmentart su Artisho
Fragmentart su Flickr
Fragmentart su Intermedia-group
Fragmentart su Studio Creativity
Free press RE-VOLVER.IT
FrizziFrizzi
Fuck You Very Much
Germinazioni
Gian Ruggero Manzoni
Giuma
Govani Artisti
Granbelblog
KENTMAG-Blog
La cugina Argia
leparoledidentro
Luciano Pagano
Magazines
Mario Benedetti
MarteLive
Mosaic Atlas
Naffin Tu Si
nevedicarne
Orodè in Artmajeur
Orodè in Martelive
Orodè in Saatchi-gallery
Orodè in Sane Society
Orodè nel museo virtuale MUVAC
Orodè su Artbreak
Orodè su ARTQ.NET
Orodè su Equibri Arte
Orodè su facebook
Orodè su Gnosyart.com
Orodè su Linea d'Arte
Orsa Rossa
Pagina Zero Blog
PessimoElemento
Portale d'arte: DesignRadar
Portale d'arte: Paintalicious
Portale d'Arte: SEROXCULT
Rapsodie Invernali
Reb Stein
Retroguardia
Rita Bonomo
RIVISTA D'ARTE di S.Francisco: FecalFace
RIVISTA D'ARTE in inglese: Visionary Revue
Rivista d'arte: ArtReview
Rivista d'Arte: BRAINTWISTING
Rivista d'arte: Teknemedia
Rivista d'arte:Arte.Go
RIVISTA e tanto altro: MUSICAOS
RIVISTA ITALO BERLINESE: STYLES REPORT BERLIN
RIVISTA: Bomba Sicilia
RIVISTA: Catrame Letterario
RIVISTA: Exibart
RIVISTA: Pagina Zero
RIVISTA: R-Evolucion
RIVISTA: Sagarana
Salento Eventi
Salento Poesia
Sava
Schiaffo ed.
Se Noi Senza Di Noi Semmai Angeli
Sito d'Arte di Orodè
Startdrawing: Blog d'Arte asiatico
SylaZabor
Sylvia Plath Anne Sexton
Tabula Rasa
Tattiche siamesi
Teatro Valdoca
The FK exsperience
Trachéotomìa
ValvolaMitralika
Vertigine
Via delle belle donne
WEBSOMETHINGELSE
WOOLOO: per artisti!

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiOrode

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte