Un modulo per declamare arringhe. Fare gli ammalati.
C’è qualcosa che svuota nelle ore pomeridiane.
Il sole cala, quasi cala, fa riflessi rossi su capelli che scolorano. Io non dichiaro il falso.
Malvolentieri parole in ribeltà.
Se solo sapessi gli occhi.
MA TU CHE CI FA QUI?
Guardo la gente passare. Passa e mi guarda. Alcuni sorridono. Tutte quelle cose che dici non sono vere. Giacca e cravatta. Colletto alto. Camicia bianca rigorosa. Il tacco che tortura. Fare finta di niente nel niente, annientare le giornate che scorrono solo per rendere possibili quelle migliori che verranno.
Io non ti conosco ma già t’odio.
Passeggini, bambini, cani, vecchi, russi ricchi, coreani ricchi, rumeni ricchi, romani ricchi, operai mercanti, finti finti ragazzi, giovani persi, anime lese risucchiate dal magma dell’opulenta vanità.
È novembre, mia madre prepara già un presepe con statuine sproporzionate. Un bambin Gesù più grande di Maria. Un bambino picchia con tutte le sue forze sua madre, pugni e calci, lei scappa, lui ride.
Da questo posto posso vedere tutte le cose come vanno. Bene o male, destra o sinistra.
Infilata in una gabbia rossa do delle informazioni di poco conto su degli acquisti di poco conto a della gente di poco conto. Qui di fronte una Fiat 500 rosso smagliante aspetta d’esser vinta da chi riuscirà a spendere di più entro la fine del tramonto. Passeggini e tacchi a spillo si alternano ad anfibi di operai che addobbano per il natale l’astronave del consumo e scarpe di guardie dell’insicurezza.
Ora ho la febbre, vento e pioggia nei polmoni, infiltrazioni d’influenze, tosse rotta, voce interrotta…mi chiamavano madonna fiorentina, quanto odio in questa grazia.
CUT

Se non ci faranno niente i conquistadores sarà solo per la musica.
Io sono questo, io sono quello. Io sono l’Uccello.
Orodè
P.S.
Fare il genio part-time
per non morire più di cuore
di sangue, per sentire la musicca
degli uzzellini e dei canti umani,
fare la bellezza egoista
per motivi di spazio.
Sono rimasto tutto il giorno con me
senza parole nè lavoro.
è stato bello restare
tutta la giornate per me
come un sole
senza il coraggio d'uscire
a disegnare il sole che diventa luna,
a difendere il mio timbro di voce.
C'è un TIMBRO
Quanto è solenne l'austerità. Che autorità emetta il verdetto sempre imperfetto. Da oggi in poi fino a fasci di luce, i miei guazzabugli saranno timbrati con il suddetto timbro rosso, suddito a me fedele come pochi, che morirà con me, con il mio sangue versato, per sublimi ritmi a getti d'inchiostro...
Alla luce e al sogno della luce! Morendo s'impara... vivendo si resta!
Orodè
Io sono un cretino che
Tutto consiste in questo, vedere
San Giuseppe da Copertino, guardiano di porci, si faceva le ali frequentando la propria
maldestrezza e le notti, in preghiera, si guadagnava gli altari della Vergine, a bocca aperta,
volando.
I cretini che vedono
come una piuma. I cretini che
eppure volano lo stesso,
SCHERZO SENZA TITOLO
un pezzettino e saremo liberi
passeremo attraverso i sette camini
dalle sette bocche degli zii di Cendrars
effettivamente senza essere svegli
Ciuchi nel sugho per gli altri
Belli come un viaggio invece
Le foto o la testa sarà più cosa nostra
la girandola senza alcuna torsione
ci verrà incontro sarà così naturale
Lui sarà un ragazzo che tenta di capirci
E noi infinitamente grandi e buoni staremo
dARIO
Di seguito il link per saperne di più:
http://www.arte.go.it/eventi/2007/e_2567.htm
Visitate il suo myspace cliccando sul nome!
Orodè

Si riavvia “le bateau ivre”, si riavvia verso nuovi mari e verso nuovi lidi, nonostante la tempesta lobotomizzante tutt’intorno che fa cancrena e smagrisce e vorrebbe di No. Si riavvia proprio per esprimere un NO sonoro e smerdante al No che passa di bocca in bocca per imprigionare il Sogno e fare della vita solo un lavoro nientificante. Questo diario si nutre principalmente di arte e d’amore nonché di vita ed è doppio- perché amalgamato, fuso con quello di Keybee- e centuplicato dalle tante voci vive e non- ma sempre vive- che inseriremo per fare un pasto completo contro la fuga dell’anima voluta da ciò che resta di questa società. Con questo post rimetto la testa a posto, riprendo la testa sgozzata dalla melma in cui la si pensava gettata e morta- quando invece giaceva nascosta e in attesa di colpire, colpire e fuggire- com’è ho sempre fatto- colpire, fuggire e nascondersi quando non si può far altro. Mi ci sono volute delle morti, sono rimasto nel fango e nel grasso in attesa di vivere o morire del tutto ma ora… Voglio! Voglio che si dia inizio ad un canto. Un canto che non dispiacerebbe al sign. Henry Miller, egregio maestro di baldanza in resistenza e in canto:
“C’è un’altra cosa da sapere… quando vi sarete espressi con assoluta pienezza, allora e soltanto allora comprenderete che tutto è già stato espresso, non solo con le parole ma con le azioni, e che a voi non resta proprio altro da fare che dire Amen! (…)
Ripensandoci bene, il consiglio che diedi a Harvey (e a tutti quelli che si trovano nei suoi panni) mi parve ragionevole ed equilibrato. Se non puoi dare l’”è” di un cosa, danne il “non è”! La cosa principale è mettersi in moto, far girare le ruote, correre. Se ti si bloccano i freni, prova la marcia indietro. Spesso funziona! (…)
Ritorna la mia compagna di viaggi d'un tempo a dirmi se in quei giorni potrò esserci in questo nuovo spazio di cultura che pare sia uno spazio femmina... sarebbe bello...sarebbe ora, ma il fatto che il tuo impeto di sogno ti abbia portato proprio lì con la tua nuova carovana di compagni ne è un buon esempio e inizio di questa nuova "spazia" di cultura come altrove Mitralika definiva. L’esposizione di arte contemporanea che si terrà nello spazio Manifatture Knos è frutto di un lavoro iniziato nello scorso luglio nella città di Viseu (Portogallo), nell’ambito del programma comunitario Leonardo da Vinci.
Durante il periodo di permanenza di stage i due curatori Valente e Di Palma si sono occupati della selezione degli artisti, quindi delle opere e dell’intera organizzazione dell’evento riscuotendo unanimi consensi di critica e pubblico.
Pensieri irriverenti e “contro corrente”, colori sfacciati e accattivanti prendono vita in svariate forme: posters, serigrafie, incisioni, disegni, graffiti, stencils, pittura e talvolta in originali “esercizi” di video-arte dall’estetica ultracontemporanea.
Gli artisti presentati sono nomi che si muovono nel più contemporaneo scenario underground europeo e che parlano la lingua della Street-Art, fenomeno ampiamente diffuso in realtà metropolitane ma poco conosciuto in realtà urbane più piccole.
Le opere esposte sono lavori che hanno già avuto contatti e confronti con artisti e luoghi artistici di ampio raggio e diverso linguaggio; quello dei musei, di numerose gallerie di arte contemporanea, di centri sociali europei e non solo…(Regno Unito, Germania, Canada, Malta, Brasile, Nicaragua, Olanda ecc.).
Alla esposizione parteciperanno artisti nazionali come ERICAILCANE, ANGELO MILANO di STUDIO CROMIE e internazionali DONADA (Spagna), BRAULIO AMADO (Portogallo) ed ETHOS (Brasile).

( Mostra dei Bruciati. Ass. Cult. Il Raggio Verde. Lecce. 2004. Da sinistra: Orodè, Alessio Argentino, Orazio Guarino, Marco Massarella e Giuseppe Malaticcio... )
Pubblico un estratto dell'opera inedita "Dalla cenere" che impegna il mio folle amico poeta Alessio Argentino da anni:
"Serve ancora la poesia che lasciamo in un foglio chiuso nel cassetto dei nostri sogni,
l’amore che cerchiamo con affanno senza trovarlo,
lo sforzo di trovare la felicità che non è che un miraggio troppo lontano,
lottare per proteggere la propria libertà se poi non è altro che una sciocca ingenuità,
legarsi alla vita se poi sappiamo che la morte incombe ad ogni istante con la certezza assoluta
Serve ancora farci queste domande se espresse nello spazio vuoto della solitudine dove non ci sono orecchie che possono ascoltarci!"
(Alessio Argentino)