(Sesso e Lontananza. Tecnica mista su carta di pane. 21x35 cm)Puoi forse conoscere qualcosa che non sia inganno?
Se mai l’inganno venisse abolito, tu dovresti distogliere
lo sguardo o diverresti una statua di sale.
(Franz Kafka)
Ma questo brindisi è per il mondo così com’era prima delle scimmie,
dove noi lasciamo davvero una pallida speme,
anche se prima di noi c’erano tante altre cose create
come il sommo amore
La cosa più intelligente che possiamo fare ora
È cantare,
cantare
Ma dove vuoi andare, Signore mio, come vuoi andare?
Che tu mica vuoi fare un regalo all’amore tuo!
Orodè
(Gwyneth Paltrow. Intervento su pubblicità. 2005)
(Tecnica mista su foglio A4 e PC. 2007. Roma)... ballo, per appropriarmi degli spiriti giusti per realizzare un’interpretazione di Picasso seguendo il mio stile- sigh!-, la mia anima…
Ballo davanti a me allo specchio. Faccio movimenti egiziani, sumeri, indù… mosse di karaté. Do botte alle ombre che mi sono alle spalle. Do gomitate all’aria e mi guardo la faccia… e poi guardo il foglio, dove il disegno è stato abbozzato, le prime linee. Una parte di me considera l’opera di interpretazione ultimata e con successo. Parlo del disegno del quadro di Picasso “Seated woman with wrist watch”. Ora la tentazione è di far salire gli spiriti migliori, quelli più coraggiosi.. che mi permetteranno di realizzare una vera cover o di distruggere tutto: rischia!, mi dicono ma non vengono fuori, mi lasciano addormentato, incerto. Bevo un bicchiere di vino schifoso, da 2 euro a bottiglia. Bevo liquido rosso come i colori che uso. M’avveleno per giunta. Ma l’interpretazione di un’opera non può fermarsi così presto, devo essere coraggioso. Uscirmene con le mani sporche dopo aver picchiato e non come adesso tutte parole e tronfio. Uscirmene picchiato magari ma non sporcaccione e tronfio come una velina, come un giudice corrotto, come un politico di trippa. Gli spiriti migliori mi osservano e mi compiangono, sono ridicolo come esperimento e questo va bene, li faccio ridere spesso con tutti i miei NO! NO A questo… NO a quello! NO a tutto quasi e sì solo al fuoco, al fuocherello che non s’è ancora spento! Ma ora facciamo la cover, saltiamo in aria il cervello, rovesciamolo fuori dalle orecchie. Cervello colante sempre esilarante! Cervello colante fin alle mutante! Cervello colante e grazie tante! Alla santé! Olè! Olé!! Olé!!! Bramino. Bramante. Bradipo. Di sughero! Artaud Artaud chiribimbambom! Bom!!!!! Fall in the drawnings… in the rain… sun burning… gnocchi di cartapesta… figure di merda a gogò per colpa dei senza occhi…
Dei morti viventi… delle parole brucianti insolubili e insignificanti. Somma su somma. Depauperato mi sento. Arricchito di maiale. Di carne. Arricchito e arrochito. Croccante purtroppo!
Orodè
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| quel che entra esce, esce sempre... | ...migranti, esuli, sfollati, profughi, perseguitati...poveri cristi | ...ognuno con la sua croce di vane speranze di salvezza... |

- Sorridi!
- Eh?
- Sorridi! Per la foto di rito… la stampa… les journaux… la tv…
- La pipì…
- Eh?
- Mi scappa la pipì… devo andare…
Noi lasciamo per strada i regali più pesanti!
Orodè
È natale! I fagioli che abitano questo paesino e il resto del mondo salgono disperati e croccanti nelle loro auto. Vanno a spendere più di una moneta mentre il mondo affonda. Escono con spade invisibili, errori e corna, come enormi merde quadrate o esagonali vanno a riempire di denaro il tumore del mondo. Lo gonfiano a dismisura. Ogni carrello della spesa sono cellule morte che avanzano. E noi ci spostiamo su strade piene di buche. Noi chi? Io e te, che andiamo comunque a fare la spesa. Per festeggiare il natale della razza umana. Il cosiddetto 25 dicembre dell’era analogica, analitica. Il giorno in cui persino il macinino della carne vorrebbe fare regali e far finta di essere buono, migliore, più commestibile. Il giorno in cui la zattera della medusa è agghindata a festa e i morenti tutti hanno il tempo di alzare i calici e dire nulla- parolacce inventate a memoria- il contrario della vita- respiri diversi che a mezzanotte lasciano il posto all’aria di sempre. Maquillage che non funziona! Solo soldi spesi. Pancioni. A mezzanotte- o giù di lì- i pancioni ritornano nei loro barattoli per la zuppa, si mescolano ben bene e poi ognuno al suo posto. Aspettano a cucchiaiate il verdetto delle stagioni. Io e te ci abbracciamo, continuiamo ad abbracciarci senza cambiare di una virgola l’abbraccio che ci salva e ci redime, ci nutre. L’abbraccio ch’è più simile all’abbaiare del cane di casa o alla zampata del gatto. L’abbraccio che purtroppo è disturbato per strada. Inorridito dalla finzione. E il mondo che affonda- e che oggi chiamerò Johanne- lancia uno sguardo ultimo a chi sa, a chi dovrebbe capire, a chi ha occhi di cane- perché i cani sanno- e ci dice:
- Hei! Natale? 25 Dicembre? 2005? 2006? Ma per chi? Hei!? Non vi passa la voglia di festeggiare perché siete solo degli schiavi di merda! Colpevoli tutti! L’intero gregge sta affondando!
- Signore mio, noi non celebriamo! Per noi è solo una scusa per rivedere gli amici!
- Tempo perso e cenone!
- Ma che dobbiamo fare?
- L’intero gregge sta affondando!!!
- Ma vaffanculo!


Tra(S)figuraZine 2 dARIO
Marta Ampolo: www.myspace.com/martanigra
Alessio Argentino: www.alessioargentino1978.spaces.lives.com
Andrea Laudisa: www.myspace.com/ominoakalittlemata
Gioia Perrone: www.valvolamitralika.splinder.com
Ass. Cult. Fondo Verri: www. fondoverri.splinder.com/
Me la dici una verità che sia una,
o una menzogna arrotolata alla pistola
appena estesa, sparo corto , leso un chiodo, appeso il nodo, fatta fuori la speranza della resa della storia, la begonia, non s’annaffia e se s’annaffia non dal collo, non dal collo, mai dal collo,
mai dal peso delle cose appena esposte alle pareti, conficcate nelle nuche, e al battesimo dello scirocco,
c’è una pianta che trema al freddo e non fa niente. Fa la luna una smorfia, la terra un gelo.
Vanno a spasso i deficenti agghindati e lucescenti..io che mi lamento di quelli come voi e voi che vi indignate per quelli come me…non è mai cambiato niente…siamo tutti nei quadri di Bosh.
Non t’ho chiesto di parlare per far finta di parlare, la poesia s’è suicidata, lasciato il posto ad un oliva, gonfia e tronfia e rotolante, non t’è mai fregato niente dell’idea dell’altra gente.
Bene grazie, non c’è niente, non ho detto che dormivo, solo ho noia della parola imbustata e poi rifritta,
della pasta fina e storta, quasi marcia, della gotta, della porta, della morte e niente più.
INTRO
Chiosa chiusa
Aperte e virgolette
Voce sette dell’ultimo libro finito marcito sotto l’albero di fico.
non è mai cambiato niente
bella, scema e impertinente.
(Keybee)