giovedì, 31 gennaio 2008

La danza...

AlèNato per l’ascesa, 

mi salvo con la musica.

Rosa danza

ché  non mi sono ancora salvato!

Orodè

postato da: beegold alle ore 17:26 | link | commenti (5)
categorie: arte, orodè

Scopata... a proposito dei Beats....

Scopata
(Scopata. Tecnica mista su carta. 49x34 cm. 2008)


“In tutti i nostri ricordi, nessuno si è mai espresso così sinceramente in poesia. Avevamo raggiunto un punto di non ritorno. Ed eravamo pronti a questo. Nessuno di noi desiderava ritornare al silenzio grigio, gelido, militarista, al vuoto intellettuale, al territorio senza poesia, alla spiritualità spenta. (…) Volevamo una voce, volevamo una visione”  

                                                                    (Michael McClure a proposito dei Beats)

“Le parole sono certamente associate al suono come il colore lo è alla luce. (…) Mi rammarico che gli scrittori non sappiano quali sono i mezzi; e finché non lo sapranno, non potranno mai raggiungere la pittura”

                                                                     (William Burroughs)

“ Prima soddisfa te stesso, e poi al lettore non mancherà lo choc telepatico e la corrispondenza significante perché nella tua e nella sua mente operano le stesse leggi psicologiche”.

                                                    (Jack Kerouac)

postato da: beegold alle ore 07:47 | link | commenti (1)
categorie: arte, pittura, burroughs, kerouac, beats, scopata, mcclure
mercoledì, 30 gennaio 2008

La luna... e Emilio...

La luna 3
(La luna, particolare.Tecnica mista su tela. 100x120 cm. 2008)

Ad Emilio, un piccolo anatroccolo che non faceva male ad una mosca, che mi faceva ridere quando correva come una matta, che faceva la cacca sciolta dappertutto, che mangiava i pomodorini rossi come un’amante…

 

Cadono le piogge e gli schiavi
Senza  paura delle figuracce
Senza avere paura… delle figuracce… delle figuracce… e che facce! E le facce?

Quanto amore ci vuole per cambiare le forme
Quanto che sia amore e non altro
E la forma delle forme che muore
Asciugati presto!
Asciugati presto!
Assettati qui, Signore!
Assettati qua, bbadrone!
Perché non ti pulisci il naso?
Perché non diamo fuoco al catafascio?

t’è venuto con l’alito di merda e cipolle
E corolle di fiori in testa, sembra una ginestra cacata da un’oca
Di nome Emilio e poi mangiata, sembra una puttana colorata
Con le cosce di carne macinata e le  costole rotte, senti  la puzza sul cammino.
Pare che la sappia dolciastra… puzzerò di dolciastro!
Puzzerò dolciastro! Sarò dolciastro!
Non s’è capito  ancora niente!
S’è fatta confusione!

Al piano sopraelevato si son dimenticati
Di timbrare il cartellino
Devono scendere
E verranno sgozzati!

E cadono,
Cadono le piogge sugli schiavi
Senza figure delle pauracce
Le schiave e  le schiavi cadono
ma con minacce…
Fanno figura…  figuracce!
Fanno merdacce!

È UN’OPERA DI RIAPPROPRIAZIONE DEL PROPRIO TEMPO!
È un’opera di attentato al creato
È il periplo del creato!
Morite e fate spazio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Il tutto mio

Il tutto tempo mio!

Il tutto mio tempo!

Io sono il mio tempo!

Io suono il mio tempo!

Io sono intorno a me e sono il mio tempo!

Io sono intorno a me e sono il mio tempo!

Io sono il mio paesaggio e la mia creazione

Io sono il mio passaggio e la mia creazione

Io mi sono di nuovo dentro e mi posseggo

Io mi sono di nuovo dentro e mi posseggo

Orodè


postato da: beegold alle ore 11:42 | link | commenti
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lunedì, 28 gennaio 2008

da Tra(S)figuraZine 2

il  tempo dentro
(Il tempo dentro.
Tecnica mista su carta. Cm 34x49. 2008)

Bisogna essere spietati. Bisogna averne il coraggio. Bisogna guardarsi bene intorno e poi dentro, di nascosto, da soli, di spalle al mondo.

Chiuderci in una cassaforte e guardarci dentro. Prima di ricominciare a respirare. A lavorare. Sulle tracce della storia. Coi colori di merda. E qualche raro accenno di rosa. E qualche raro accenno di gloria.

Bisogna essere spietati. Bisogna averne il coraggio. Bisogna difenderci dai ritmi della produzione. Bisogna difenderci dall’uomo. Brutto e cattivo. Bisogna mirare in alto. Bisogna avere i piedi ben piantati per terra. Bisogna strangolare il proprio nemico. Non dare ragione a nessuno. Bisogna saper correre.  Conservare il fisico nella necessità della corsa, per essa.

“Noi lavoriamo nelle tenebre, facciamo ciò che possiamo, diamo ciò che abbiamo. Il dubbio è la nostra passione, la passione è il nostro compito. Il resto è la follia dell’arte.” [i]

Dov’è la vita? Ah! Siamo noi? Pensavo peggio! Pensavo di non sopportarlo questo… che poi è un viaggio allegro, dove non ci sono risposte. Ma si tratta di andare a cercare nel guazzabuglio… chi si vuol sporcare le mani… avanti! Prego! Basta poi che non soffra troppo… che non ne vale la pena! È’ allegro il viaggio, guardate meglio! Fa ridere dalla mattina alla sera tutto questo circo, basta guardare le facce o ciò che resta di queste facce. Di quelle. E di quell’altre. Io mi soffermo sul bel viso di Keybee e annullo la storia e il presente! Quando sono solo, mi soffermo troppo sulla mia faccia e mi sale la rabbia… e il malcontento! Poi resto in una immobile atmosfera di sogno in cui il tempo non esiste più! E mi viene di scrivere o di disegnare… Disegno come passa il tempo. Disegno la guerra. Disegno la ribellione. Disegno la Bellezza e la Musica, queste nobili arti. Questo non andare in giro per prendere in giro. Questo restare per sempre a guardarsi. I miei due occhi, i nostri quattro occhi… come un solo occhio... Un occhio solo, in alto e al centro. Le cose. Le piccole cose legate dal senso. Resistono miracolosamente alla finzione da sogno dell’amore quando tutto il resto è guerra. Due si baciano, possono davvero baciarsi per sempre perché non credono alla guerra della vita, non la vogliono e non vogliono morire uccisi dal senso. Nelle notti intere a tormentarsi da soli. Alcuni di noi incontrano l’anima gemella. Dove per anima gemella per me s’intende una stessa creatura soldato della vita, i cui occhi si sovrappongono ai miei e allo specchio. Tutto ciò permette di non guardare in faccia la vita quando vuole sbranarci. Mi permette di avere più forza e speranza! Così la vita se ne resta  un po’ più lontana… ha tanto da fare! Tuttavia… che cosa significa dare la propria vita? Dare la propria vita significa rimettere tutto a posto! Significa ridare un po’ di spazio alla scena in cui ci muoviamo, come di un grande film, un colossal a cui partecipa tutto il pianeta, molti dei quali però senza davvero saperlo. Non avendo la Tv, gli tocca accontentarsi di essere al mondo come su un palcoscenico, per rivivere e ripresentare tutte le tragedie, tutti i drammi e le commedie che si tramandano dai tempi dei Cantori per le strade! Sono un po’ più artigiani, diciamo, alla vecchia! Poveri fratelli pesci anche. Poveri animali. Anche voi potete decidere ben poco… si tratta solo di fuggire, brucare e fuggire e alla prima disattenzione… Gnammi! Fate in tempo a sentirlo lo Gnammi dell’altro. Mica il vostro! Lo sentite con le vostre orecchie lo Gnammi dell’altro che vi divora! Scrivere oggi- nonostante tutta la confusione- è ancora pestare i piedi alle merde che hanno il potere- nonostante tutti quelli che sono stati eliminati!

Io suggerirei un amore profondo col quale consolarsi, fuggire e sognare. Se siete degli eroi e potete scagliarvi contro l’ingiusto- se proprio non riuscite a trattenervi- potete comunque tornare tra le braccia del vostro amore.  È una posizione molto comoda questa. Finché dura! Finché la barca va… Ma è la vita a ripresentarsi. Sicuramente perché ci siamo distratti e ci sono delle spie che ci smascherano. È la vita che se ne accorge che siamo ormai maturi per l’insalata. È vero o no? Ci chiede e abbiamo pochi attimi per rispondergli. Per salvarci dobbiamo guardarla dritto negli occhi e dirle o fare una cosa a cui non ha mai pensato. Dobbiamo meravigliarla o è finita per noi pagliacci! Ad alcuni è sufficiente guardarla negli occhi e fare una grossa scorreggia magari, tipo una scorreggia parlante… che ne so… alcuni riescono a dire Ciao E solo le puttane hanno ragione! Chi non è nato puttana deve morire! Questa è la legge di questo pianeta! Chi non è puttana scagli la prima pietra! Premettendo che io di certo non sarò lì per constatare! Un giorno vi sentirete dire… che la vostra anima è egocentrica! Rispondete a quei tipi, guardandoli dritto negli occhi… con l’ano. Questo distrae la vita e voi fuggite. Altri che vorrebbero spiegarsi- e magari ne sono anche capaci- fanno spazientire la vita- che ha tanto da fare- e voi siete uno Gnammi! Durate il tempo di uno Gnammi! La vita vuole meravigliarsi… non ha tempo da perdere e non è mai stata giusta! La vita è una puttana!... il tuo cervello è stato ripulito dalla nascita!

      Orodè

 [i] Cfr.  Blanchot
postato da: beegold alle ore 18:47 | link | commenti
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domenica, 27 gennaio 2008

L'analisi della situazione

kafka
                (Schizzo per Kafka)

Qui, l'unico problema è salvarsi e il puro, l'intellettuale, l'artista devono  essere via! L'amico deve cercarsi e il puro, intellettuale, artista devono essere via! L'unico che deve salvarsi è il puro, intellettuale, artista o essere che sia! Tutti gli allori, Tutti gli altri figli di puttana devono morire prima di sera, prima di me, non dopo. è qui il vambiamento. è questo! i  figli di puttana diranno ma che intellettuale sei? di che rivoluzione si tratta? Eccoci a noi organizzatori-sgozzatori- devo rispondere in quanto intellettuale- fatela voi la rivoluzione, figli di puttana, si deve rispondere in quanto intellettuali, fedeli alla linea, fatela voi la rivoluzione, figli di puttana, fatela voi, fatela in voi questa cazzo di rivoluzione! Non mi fottete con le pietossagini né con le chiacchiere! Dovete crepare tutti! Non avete scampo! SIETE FOTTUTI, ARRENDETEVI!
Volete il capro espiatorio? Bene:
venite a succhiare un pochino o suicidatevi tutti e fate spazio!

Merdoro Ruìna
postato da: beegold alle ore 17:25 | link | commenti
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sabato, 26 gennaio 2008

SHOAH... & Drunk

La cerbiatta in bombetta
(La cerbiatta
. Tecnica mista su carta. Cm 34x49. 2008)

Morire per un'idea. L'idea è inaccettabile. Eppure purtroppo c'è. C'è l'idea di morire. Morire per un'idea. L'idea è eccezionale. Peccato che non mi conviene.  Peccato che non mi va! In questo pianeta ci sono molte cose che non mi piacciono e tante altre che non voglio fare. La vita è distruttiva. Dover pensare che sono un fallimento. Un mero fallimento, anzichenò! Sputo il veleno. Tutto il mio veleno. Non sono migliore. Meglio morire. Aperto tutti i giorni! Dalla zoccula di mammita. Alli muerti di Cristu:

Orodè


postato da: beegold alle ore 16:14 | link | commenti (1)
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venerdì, 25 gennaio 2008

Un termine alternativo alla nausea

Splinder (25/01/2008) Di cosa parlano? Cose che già so o di cui non so proprio niente né mi interessa sapere. Sono impegnata a cercare un termine alternativo alla parola “nausea”, perché deve pur esserci. La voce di una giornalista in una televisione accesa che nessuno vede, l’ambulanza che passa e chissà da dove viene. Oggi ho visto per strada in loghi diversi due Leggi ancora...
postato da: noirdespire alle ore 19:08 | link | commenti
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C'è scritto invece "Vietato sporgersi"...

La scritturamod
(La scrittura. Tecnica mista su carta. 2008)


Leggo sul finestrino del treno
"SPIETATO VOLGERSI"
e guardo il mare

fino a cancellarmi

e il sonno,
uscirne fuori

Io sono lo specchio.

Orodè
postato da: beegold alle ore 09:35 | link | commenti
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mercoledì, 23 gennaio 2008

Bella & ProtoQuamQuam...

Bella col Libro d
(Bella con libro d'Orodè. Tecnica mista su cartoncino. Cm 50x70. 2008)

PROTOQUAMQUAM SUONANO I TAMBURI NELLA NOTTE!!!
Dramma. Atto primo.

Otranto. Cattedrale. Il sole è un campione d’incassi. Permette a tutti di sentirsi a proprio agio, come turisti. Io e Keybee compriamo un buon gelato e all’entrata della cattedrale incontriamo una povera guida. Ciò che resta di un uomo costretto ad improvvisarsi guida, capelli unti, trippa decorata di rosso, chiavi, libricino di storia e cellulare in mano.
Non avete paura, avvicinatevi signori, ci dice. Sbobina quello che sa e noi ce la squagliamo.

Sgozza sgozza! Sgozza sgozza!
Proto quam quam, suonano i tamburi dell’anima della notte. Accendi ancora qualche fuoco nella notte, sgozza i tuoi simili, falli assomigliare all’acqua corrente, fanne filosofie per le scuole, addormentali con un filo di lama. Sibila sibila nella notte che l’acqua corrente se ne va.

Tutti parliamo con linguaggi mitici, mitologici. Fanne una nuova lingua Signore ma facci capire almeno. Quale altra lingua ci resta per parlare? Fanne una lingua di segni, di mani, di occhi, di pochi vocaboli. Abbandona le superstizioni, signore della notte. Liberati dalla confusione!
VOCE: Io a tutti quei teschi metterei del rossetto!
VOCE: Non esiste la notte!
VOCE: Non uscite dal sogno!
VOCE: Una bella canzone non può cambiare il mondo!
VOCE: Cos’è che vuoi cam,biare?
VOCE: Ah ah ah…

(Cadono le foglie della rosa. Toccano un’altra foglia. Toccano la terra dove si riposa.)

VOCE: Dove si ridiventa terra!
VOCE: Dove si muore contenti!
VOCE: Dove si muore di fame!

Ma i bambini girarono in cerchio, intorno al televisore che trasmetteva fumetti. Le bruttissime maschere di tutti i politici ci dicevano:

  - Fate i bravi bambini! Fate i bravi ragazzi! Fate i bravi uomini! E voi donne… a casa… che fottervi ci pensiamo noi! Che a fottere le puttanelle! Eh! Eh! Le puttanelle con lo champagne. Ci beviamo lo champagne e infiliamo le bottiglie nel culo delle puttanelle. Le puttanelle in gonnellina che ce lo succhiano tutto e per bene! Noi siamo i politici. I cantanti. Noi dirigiamo le orchestre. Noi dormiamo poco pur di fottervi. E per questo ve la faremo pagare.

 Atto secondo.

Dicono dei vermetti:
- ‘nterra ‘npoggiala!
[1]
E prima di essere schiacciati dal troppo inutile lavoro. Come schiavi con le catene andati a finire nella botte dipinta come di rovere. Fate rumore come un motorino. Sembra che vogliate aspirarvi l’anima. Per lavarla finalmente e appenderla ad asciugare al sole. Bella pulita, finalmente. E voi a guardarla asciugare. Ma alcune macchie di sugo appartengono alle altre vite inconsapevoli. Ora che siamo finalmente giunti nell’era della merda… è troppo tardi!

Prendete il phon, mettetevi il gel che si parte: è fatta! Arriva cinta di rose rosse, danzando, nera. Con cavigliere di osso sacro di mammut. Sta arrivando per riportarci nel sugo di rose rosse seccate al sole.

(Un‘ape si poggia su una foglia di geranio. Un’ape piscia, si gratta il culo con un’ala. Poi si gratta le palle. Sculetta. Mi fa vedere la michetta. Se ne va!)

Dicono dei vermetti mentre fanno rumore:
-         Eh eh eh… martellatore! Al giorno non so! Ah ah ah… uè Pé… falli assì to’ paroli! Uè pé!
[2]
-         Ma li muerti di mammita! Bah! Chiaru?… Chiaru?… Chiaaaaà?! Tttacca lu tubbu! Lu pompieri ma ffa ffari a mmia! Lu pompieri![3]

Tante api vengono a trovarmi intorno a queste pozzanghere nel giardinetto. Le piante grasse le ho uccise tutte con l’acqua. Le ombre degli uccelli, il canto degli uccelli sono veri! Cip! Cip! Cip! Isolati! Ma la verità è da un’altra parte! Da un’altra parte la tranquillità! Da un’altra parte la felicità!

-         Dove sei? Dice la verità!

-      Dove sei andata?

Cantano intorno ad un motorino i bambini!

-         Arrivano le mosche pizziché pizziché!

-         Ma’ viti la benzina![4]

-         Mi hanno comprato gli occhiali!

Mano nella mano
Nella velocità
Della presa di corrente
dell’acqua
Ho ancora molti mesi per cui respirare?
Muro contro cui sbatto
Vetri contro cui salto
Terrapieno di felicitoniricità!
Prendiamo, diamo fazzoletti di carta!

VOCE: Chiamami per nome! Ci siamo persi! I termini migliori si sono persi! Quelli con cui        avremmo cercato di spiegare! Di capire!
VOCE: Che peccato ci siamo persi!
VOCE: La nuova poesia altro che vera, deve essere irreale!
VOCE: Che le rivoluzioni di massa non servono più! Se sono servite! Bisogna avviare una rivoluzione interiore senza più guardare gli altri! Chiusi nel monastero delle nostre grazie, dobbiamo fare pulizia!

Alcuni vermetti dicono:

       -   Com’era la paddotta?[5]

       -   Mi la mangiai culli patani![6]

       -   Piggimi li gambali! Piggimi li gambali![7]

Ascoltare musica è come succhiare le mammelle all’universo!
Qual è il dolore di un’anima, anima mia? Noi non siamo diversi!

VOCE: Occupatene tu, anima mia!
VOCE: Dove sei andata, verità?
VOCE: Liberati dalla penna, poeta! Vai a cacare da un’altra parte, maledetto figlio di puttana!

La senti la musica, amore mio? E noi… noi dobbiamo essere dei bravi cantanti?

VOCE: Le cose devono essere lasciate andare!
VOCE: Sì! Ma le zanzare le uccido col flit!...

(Prima parte)



[1] Appoggiala per terra!

[2] Eh eh eh… martellatore! Al giorno non so! Ah ah ah… Ehi Giuseppe… dimmi qualcosa! Ehi Giuseppe!

[3] Per i tuoi cari defunti! Ma…. è chiaro? Attacca il tubo! Mi farai fare il pompiere! Il pompiere!

[4] Madre guarda la benzina!

[5] Era saporito il carosello?

[6] L’ho mangiato con le patate!

[7] Prendimi gli stivali! Prendimi gli stivali!

Orodè

postato da: beegold alle ore 14:13 | link | commenti
categorie: letteratura, arte, pittura, fragmentart, proto quam quam
lunedì, 21 gennaio 2008

ALL'AMORE

Splinder (21/01/2008) Tu lavori di notte. Io non resco a dormire. Fuori pullula di gente la capitale che non dorme senza essersi mai svegliata. Accendo due candele, rossa e nera. Una tazza smaccata d'intrugli ninnananna, fuma, calda. Quell'abbraccio necessario che consola. Tutto è in penombra, ma l'esplosione dei colori che invade le tue tele domina ancora questa notte di pensieri.  Io non so dove Leggi ancora...
postato da: noirdespire alle ore 23:10 | link | commenti (2)
categorie:

Due fagiani dorati... con una sola poesia...

Ecco come prendere due fagiani dorati con una sola poesia. Simone Giorgino che legge Luciano Pagano. E se Luciano si dice emozionato di questo, posso capirlo visto che lo sono anch'io, per il tempo che scorre nella poesia, nel Salento e altrove, per il ricordo dell'ascolto dei due che insieme a Michele Truglia leggevano la loro opera Venenum, in un'associazione culturale in un condominio di Lecce e poi a Vincent City, dove li invitai. Ma chissà in quanti e quali altri posti hanno provato a promuovere Venenum!? Alla fine della  lettura, era il 2001, Luciano mi chiese 50.000 lire ed io quasi non le avevo. Erano giustamente per le spese di amplificazione, in quella notte di poesia. Ora sorrido per quel nostro reciproco imbarazzo. In quella notte come in tante altre abbracciammo la poesia e ci abbracciamo. Lode a questo sogno! Lode a noi, amici!
Qui, il link per ascoltare NON TE di Luciano Pagano sul geniale Audiopoesia di Simone:
Orodè
domenica, 20 gennaio 2008

Glia amanti

Gli amanti
(Gli amanti.
Tecnica mista su carta. 2008)
postato da: beegold alle ore 17:40 | link | commenti
categorie: amore, amanti
sabato, 19 gennaio 2008

Bene! Hai rappresentato l'albero...

Maria
(Maria. Tecnica mista con mosaico Fragmentart. Cm 70x90. 2007)

- E' tutta una grande presa per il culo ma tu insisti! Perchè il resto è un'immensa violenza, un'illuminazione  da bomba atomica! Bene! Hai rappresentato l'albero! Ora rappresenta la Speranza! Bene! Ora non sai farlo? Bene! Ora rappresenti il Silenzio! Com'è che ora rappresenti il Contrario?

Se desapareciò!
Come si chiamano quei ganceti che appesi alle volte hanno nomi sospetti?!

- Io sono sempre in trincea o a fare l'amore! Io sono sempre sul mondo! Usurpato dalla polvere del mondo! Sono sempre una menzogna, un'estetica menzogna!

Bussano alla porta. La mia camera ha più di 40 porte in 24 mq. Non capisco questa libertà del computer di ribellarsi alla macchina-uomo, dice il capo dello stato all'estetista. Io sono guidato dai cazzi miei!

Orodè
postato da: beegold alle ore 15:49 | link | commenti (2)
categorie: arte, callas, fragmentart, orodè

IO FRAMMENTO

Utente: beegold
Nome: Orodè frammentartista
Sono l'artista maledetto e outsider Orodè. Sito opere d'Arte:


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