martedì, 30 settembre 2008

“Che pena l’arte, se non è divina!”

DSCF5515(Senza titolo. Schizzo su A4. 2008)

Invito tutti a leggere una bellissima selezione di poesie della poetessa Cristina Annino sul blog www.rebstein.wordpress.com.
Qui avevo già accennato...

Ricopio in questo diario tre delle dodici poesie:

morranno le passioni

Morranno le passioni nostre
criniere, passando
per strada coi colli
pesanti di lana, agili
gambe in avanti, dietro, di
lato. Le
guarderemo stupefacenti –almeno
come la vedo io- in questa
serata che sembra
mammina d’ Europa. Tristi
e tonali, accese. Mai
vissuto un
tempo più madre di questo
ricordo di loro, care, nate
eterne, scolo del
mondo magari ma forse
vere, il
meglio di noi chissà, gregarie
comunque nella volata.



Il migliore dei due non ha simpatia per l’altro

Gayssimamente caldo, oggi
guardo il Poema al tavolo di
lavoro. Anch’io
mi siedo, odoro la tazza di
caffè, lacca, ossigeno caduto
verde sotto le sedie. Lui
non mi vede e qui non
m’annoio. Sapete,
si dicono tante cose sulla
poesia. Ma c’è un solo
modo per farla. Con
gerarchia posteriore penso:
vorrei l’infrangibile
freddo, acqua dal foro di
dio tribunale nell’occhio d’ognuno
di noi, giacché piombano
palme in faccia nel
punto di cervello che si spacca
in due.

Parleremo? Chissà. Lui noncurante,
caldo, di
schiena spande raggi
porporini, un fare da letterato
tossico che impressiona.
Allora
mettendo fine a ogni cosa,
crudelmente agosto, dico
Che pena
l’arte, se non è divina!
” poi
Per farla, devi prima aver
inghiottito la
morte, mica il sole
” Non si
gira; in
liturgia bollente, neppure mi
vede. Basta. Me ne
vado nell’anice sopra di
noi, senza
canale di sfogo, genialità,
niente. “E’ piccino
il mio cuore
” gli dirò se
tenterà di bruciarmi, se si
volta “mai al
fianco di nessuno, sempre
solo
”, quando torna uggioso
a molla sull’asse domenicale.
Rifà strage dappertutto col
suo chimico brodo.

 

Il Macché

Rideva male e sparì. Prima
soffiando dall’otre eventi
su quella croce di sedia,
sembrava chissacché o un
abate. Religioso sempre, afoso
di santità, che la
carne è sacra come l’oro, da
rispettare. Lui brillava di
“macché” calando con
loro nella fossa.
“Non risponde nessuno!” diceva
imbecille “il mare è frullato!”.
Era un essere troppo
solo, troppo
malato, poco girato sul
busto, poco buffo. E
opprimente
non rompesse il muro del
suono. Così fantasticando,
crepò, ma come si
deve, con grazia, com’un
animale. Ritrasse gli arti
principali al bacino, gli
altri in fondo alla
sacca; infine soffiò sulla
macchia di sé, giacché
era stato di carne e anche
straccio divino. Ma aveva
abitato la vita ignorante.

postato da: beegold alle ore 09:14 | link | commenti
categorie: poesia, poesia al femminile, cristina annino

LA QUISTIONE MERIDIONALE

postato da: beegold alle ore 08:06 | link | commenti
categorie:

FONDO VERRI: Luoghi d'Allerta

Ha dell'incredibile la ri-scoperta del territorio e dei talenti della nostra terra promossa dal Fondo Verri. La magica sensazione di calore e di vera cultura che si prova nel piccolo spazio dell'ass. cult. di Lecce con "Luoghi d'Allerta" si allarga a dismisura su tutto il territorio salentino. Così- ai nomi dei tanti  e snobbati comuni salentini si aggiungono passi storici, passeggiate nei centri storici e una continua epifania da sindrome di Stendhal.
  Due sere fa eravamo a Torre s. Susanna (BR). Solo un nome per me fino a ieri sera, nemmeno un luogo quasi. Avevo un'idea di Torre s. Susanna intuitivamente simile a quella che ho del mio paese natio, Sava: un paese di contadini dove tutto è eredità del sudore della fronte delle generazioni di contadini che vi son passate, dove c'è qualche piatta chiesetta di tufo che per un attacco contro il passato qualcuno negli anni 90 fa dipingere di rosa per poi tornare dopo un lungo restauro al tufo. Ahimé! Le teste di tufo al potere e tutte quelle che le eleggono hanno da sempre impedito di credere in qualcosa che non fosse il sudore della fronte. Ecco allora perché- per me- ogni nome di paese è lo stesso quadro. Le stesse dure parole di pecora comandata, di tufo, di zolla: da non ascoltare mai, nemmeno per sbaglio.
Poi, vedere, che anche qui, bastano due persone come Mauro Marino e Piero Rapanà per parlarci delle cose belle e nascoste perché NON C'è TEMPO. Il lavoro svolto dal Fondo Verri è "umano, troppo umano": è vera vera cultura vera e anche di più: far parlare i resti, far parlare ciò che ha un messaggio nel presente, il loro dare voce al territorio quando ancora nel 2008 molti non sanno nemmeno di poter parlare, di avere qualcosa da dire oltre al belare e al tagliare le ali e a mettere bastoni tra le ruote al nuovo. Al nuovo ch'è semplicemente il "giusto", la giusta misura.

Ecco così ieri una breve storia del comune di Torre s. Susanna, una sintesi si può leggere
qui

Per scendere poi verso le 19.30 nei frantoi ipogei del centro storico, appena restaurati. E meravigliarsi dei corridoi scolpiti nella pietra, dove gli uomini e gli animali venivano calati dall'alto e vi restavano per mesi, per fare l'olio. L'olio buono che non potevano godere perché per loro costava troppo. Tra un anfratto ed un altro ieri sbucavano le note, le voci e i visi di tanti talenti musicali più o meno noti. Fermo restando la mia ammirazione per la bellissima voce di Enza Pagliara accompagnata dalla chitarra di Gianluca Longo, bravissimi tutti gli altri artisti: Raffaella Aprile accompagnata da Emanuele Licci. Il concerto finale di musica medievale del trio "La Cantiga de la Serena". Come sempre c'è stato uno spazio poetico, al quale ho partecipato leggendo dei versi di Gioia Perrone. Ma il momento più bello è stato quando quasi tutti i musicisti si son seduti intorno ad un tavolo di pietra- dove si dice che prima del '500, prima quindi dell'utilizzo del posto come frantoio, si riunissero i monaci Basiliani- per interpretare una serie di emozionanti canzoni popolari. Tra queste la meravigliosa "La quistione meridionale" di Rina Durante. Il breve video di chiusura riguarda questo ensemble improvvisato, battezzato "Flinstons" da Enza Pagliara. Viva il Bello!


postato da: beegold alle ore 07:59 | link | commenti
categorie: salento, fondo verri, i luoghi dallerta
lunedì, 29 settembre 2008

Galleria su Artisho

postato da: beegold alle ore 14:19 | link | commenti
categorie: artisho

Galleria su Articite

postato da: beegold alle ore 14:18 | link | commenti
categorie: articite
domenica, 28 settembre 2008

Happiness: Percorsi, sogni, utopie sull'idea di felicitĂ  dell'epoca post moderna.

5190_Oronzo_Decataldo
(Sfilare sull'amore. Tecnica mista su foglio battuto a macchina.)


Questa opera è iscritta al concorso PagineBianche d'Autore.

www.paginebianchedautore.it
postato da: beegold alle ore 10:58 | link | commenti
categorie:
sabato, 27 settembre 2008

NAFFIN TU SI

postato da: beegold alle ore 14:24 | link | commenti
categorie: video, naffintusi

Le mappe del mondo

emilio_1221992892_the_maps_of_the_world_100x150
Le mappe del mondo. Opera di Emilio Merlina (acrilico , carta igienica e colla su tela  100 x 140 cm)
postato da: beegold alle ore 14:02 | link | commenti
categorie: emilio merlina

domani si va aTorre S. Susanna per

Associazione Culturale Fondo Verri - Presidio del Libro di Lecce

VI edizione de I Luoghi d’Allerta 2008 - Il Salento dei Poeti

visite ed itinerari di spettacolo

 

Il Fondo Verri, Presidio del libro di Lecce

con

Regione Puglia, Assessorato al Turismo e all’Industria Alberghiera

Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce

Assessorati alla cultura, lo spettacolo e il turismo delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto

Unione dei Comuni del Nord Salento

Le Amministrazioni Comunali di Andrano, Cavallino, Guagnano, Manduria, Porto Cesareo, San Pietro in Lama, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna, Zollino.

 

presentano la VI edizione de I  Luoghi d’Allerta 2008 - Il Salento dei Poeti

 

Quinta visita

Torre Santa Susanna

28 settembre dalle ore 19.30

Appuntamento zona dei frantoi ipogei

 

Il 28 settembre a Torre S. Susanna la visita dei Luoghi d'Allerta attraverserà il centro storico e la suggestiva zona dei frantoi ipogei recentemente riportati alla luce e restituiti alla comunità.

I frantoi ipogei di Largo Moccia, sono un sistema esteso e diffuso di ambienti interamente scavati nel banco calcarenitico, il cui spessore tra interno e piano stradale varia tra cm. 80 e 160.

L’ubicazione dei frantoi ipogei, lungo via Leanza, direttrice che collega la cittadina con Mesagne, conferma non solo la loro strategica importanza economica, ma anche quella storica poiché in questa direzione è la chiesa altomedievale di San Pietro di Crepacore, a cavallo del Limitone dei Greci. Una valenza storica dei frantoi ipogei che persiste nella sua stessa struttura architettonica e decorativa di più antica origine, ricollegabile ad un insediamento basiliano e che trova attinenza nella vicina cripta della chiesa della Madonna di Galaso. Una testimonianza è la mensa, uno spazio quadrato rialzato di circa 80 centimetri dal piano di calpestio circostante, con sedile e tavolo (cenobio?) ricavati nel banco calcarenitico, che presenta modanature lungo le pareti (arcatelle a tutto sesto) e con le arcate ed i pilastri arricchiti, come altri ambienti contigui, da capitelli sintetizzati in aggetti lineari e semicolonne sormontate da tenui rilievi floreali che lasciano trasparire un antico gusto medievale.

A guidare l'itinerario con Piero Rapanà sarà Maria Pia D’Apolito "responsabile dell'Associazione Culturale Gruppo Guide Turistiche".

I canti sono affidati a Enza Pagliara accompagnata da Gianluca Longo e Emanuele Licci con Raffaella Aprile. Ospite della serata La Cantiga de la Serena per le corde di Adolfo La Volpe, i flauti di Giorgia Santoro e le  percussioni Vito De Lorenzi

Lo spazio della poesia è dedicato ai poeti Antonio Fazzi e Boccardi Annamaria che hanno partecipato alla 14 edizione del Concorso di poesia Santa Maria di Crepacore, l’ospite è Orodè.

La chiesa di Santa Maria di Crepacore potrà essere visitata dalle ore 17.00-19.00

 

 

il Fondo Verri a.c.

 è  a Lecce in via Santa Maria del Paradiso 8 nei pressi della Chiesa del Rosario

il nostro numero telefonico è 0832-304522, l’email: marinoma8@fondoverri.191.it

i nostri blog: http://fondoverri.splinder.com - http://leparoledidentro.splinder.com

postato da: beegold alle ore 11:11 | link | commenti
categorie: poesia, salento, fondo verri, i luoghi dallerta

LATTE+: da "I SEGRETI DELLA TRASFORMAZIONE" di Osho...

osho

(...) In Giappone esiste un gruppo di tipo militare, simile agli kshatrya, i guerrieri indiani, conosciuto come i 'samurai'. Vengono addestrati a essere dei soldati e il loro esercizio è portare la mente verso il basso, due dita sotto l'ombellico. In Giappone, questo centro è chiamato Hara. Se  un soldato non riesce a portare la sua attenzione all'Hara, non gli è permesso di combattere, e questo è giusto. I Samurai sono i più grandi combattenti che il mondo abbia conosciuto, i più grandi guerrieri. Nessun guerriero può essere paragonato a un samurai. E' un uomo diverso, un essere diverso, perché la sua focalizzazione è diversa.
I samurai affermano che mentre combatti non esiste il tempo. La mente ha bisogno di tempo per funzionare; è calcolatrice. Se vieni attaccato e pensi a come difenderti, hai già mancato il punto, hai già perso. Non esiste il tempo. Devi funzionare senza tempo e la mente non può funzionare senza tempo. La mente ha bisogno del tempo. Per quanto l'istante sia breve, la mente ha bisogno del tempo!
Sotto l'ombelico esiste un centro, l'hara, che funziona senza tempo. Se la focalizzazione viene portata all'hara durante un combattimento, la lotta è intuitiva, non intellettuale. Prima del tuo attacco, l'avversario è già pronto. E' una sensazione sottile all'hara, non alla testa. Non è una deduzione, è una telepatia psichica. Ancor prima che tu pensi ad attaccare, il pensiero ha raggiunto l'avversario. Il suo hara è colpito ed egli pensa a difendersi; si è protetto.
Talvolta, quando due samurai stanno combattendo, nessuno dei due viene sconfitto. E' un problema: nessuno può essere proclamato vincitore. E' impossibile perché nessuno riesce ad attaccare l'avversario. Prima che uno attacchi, l'altro già lo sa.
Un matematico indiano stupiva tutto il mondo perché non faceva calcoli. Il suo nome era Ramanuja: quando gli davi un problema, lo risolveva immediatamente. Uno dei più grandi matematici mai nati, un inglese chiamato Hardy, impazzì dietro a Ramanuja. Mentre lui impiegava sei ore a risolvere un dato problema, Ramanuja lo risolveva immediatamente. Non era possibile che fosse la mente a operare così, perché la mente ha bisogno di tempo.
Fu chiesto a Ramanuja: "Come fai?", e la risposta era:"Non lo so. Tu mi dai il problema e la risposta mi arriva. Viene da qualche parte al di sotto della testa, non dalla mia testa."  Veniva dall'hara. (...)

Se hai qualcosa da raggiungere non puoi accettare la totalità. L'accettazione non è totale; la stai solo provando come una tecnica per ottenere qualcosa. Accettazione vuol dire abbandonare la mente avida, sempre tesa al conseguimento di qualcosa. Lasciare che la vita fluisca liberamente, come il vento che soffia tra gli alberi. Permetterle di scorrere liberamente dentro e attraverso di essa senza resistere. Ovunque ti conduca, sei pronto ad andare. Non hai obiettivi. Se ne avessi qualcuno, dovresti resistere alla vita, dovresti lottarci contro.(...)

Il tantra dice di accettare qualunque cosa tu sia. Non creare alcun ideale: sono solo sogni - falsi, per di più. Accetta qualunque cosa sia presente: non chiamarla buona o cattiva; non provare a giustificarla o a razionalizzarla. Vivi nel momento e osserva che le cose stanno così. Resta con la realtà del momento e accettala. E' difficile, molto difficile. Perché è tanto difficile? Perché in questo modo il tuo ego viene scosso: ora sai che sei un animale sessuale. A quel punto l'alto ideale del bramacharya non può aiutare affatto l'ego. Allora sai che sei per il 90% un animale... e quel 10% te lo lascio solo per non traumatizzart troppo.(...)

Quando il sesso è un'esuberanza, è solo amore che si esprime attraverso la bio-energia. E' una condivisione profonda, un contatto intimo tramite la bio-energia. E' una parte dell'amore. (...)

Cosa vuol dire arrendersi? Vuol dire essere aperti, senza paure e vulnerabili. Vuol dire permettere all'altro di entrare in te. Biologicamente, naturalmente, il sesso è l'esperienza fondamentale in cui, senza alcuno sforzo, permetti a qualcuno di entrare dentro di te o di starti tanto vicino da non doverti difendere contro di lui. Non resisti, nè ti trattieni, ma fluisci rilassato, senza paura, senza pensare al futuro, ai risultati o alle conseguenze, stando semplicemente nel momento. Anche se arrivasse la morte, l'accetteresti. (...)

Per questo Wilhelm Reich sostiene una cosa molto paradossale: il sesso è spirituale. (...)

Non devi creare la Verità. La Verità esiste già. La devi ricevere! Devi diventare come un padrone di casa che riceve la Verità come sua ospite. E un padrone di casa deve essere passivo. Devi essere simile a un grembo per poterla ricevere.(...)

Affidati all'Esistenza, tu non puoi fare nulla! Devi comprendere che sei senza speranza, questa comprensione- sentire di essere assolutamente senza speranza- aiuterà la resa ad accadere. (...)

Per il tantra fare filosofia va bene per i bambini, ma chi è saggio non sprecherà il suo tempo con la filosofia. (...)


(Osho)



 
postato da: beegold alle ore 10:57 | link | commenti (1)
categorie: osho, latte

"Il ritorno dell'Ofisauro" di Gioia Perrone... e secondo me...

Il ritorno dell
(Il ritorno dell'Ofisauro. Collage, pastelli e tempera su cartoncino. Cm 70x100. 2008... e di seguito un particolare)

part. Il ritorno dell
Come scritto in un post precedente, 300 copie del libro di poesia di Gioia Perrone sono destinate al macero per via di errori di stampa. Questo è il mio contributo all'idea di giocare con le copie di questo libro che "non vuol farsi leggere" e che verrà presentato oggi a Lecce, all'ex Conservatorio di Sant'Anna, alle 18.


Orodè
postato da: beegold alle ore 09:40 | link | commenti
categorie: orodè, gioia perrone, ofisauro
venerdì, 26 settembre 2008

Due poesie di Maria Grazia Calandrone:

maria g c


Ecco la rinnegata e la incrollabile



Vengo ad attraversare il mio dolore
davanti a te: sono quella
che passa nel fuoco,
la flagellata e la pur sempre
amante, la programmata per transitare
in quello che non conta, nel suo proprio dolore
quando tutto il calore del mio cuore ritorna
al mio cuore e mette tra le piaghe
lame dolci di chiaroveggenza,
la distanza stellata di queste anime dimenticate nei corpi
come piccoli campi di luce.





Martirio breve di Maria ovvero detto del cuore su se stesso


Lei lapidata dal suo stesso amore – solido e bianco
come un sasso – dice
ti amo
come una parola
detta in punto di morte.


Il blog della poetessa è:

www.myspace.com/Ikissyourhands
postato da: beegold alle ore 14:04 | link | commenti
categorie: poesia, maria grazia calandrone, poesia al femminile
giovedì, 25 settembre 2008

IO DIMENTICO TUTTO!!!





Orodè
postato da: beegold alle ore 10:28 | link | commenti
categorie:

IO FRAMMENTO

Utente: beegold
Nome: Orodè frammentartista
Sono l'artista maledetto e outsider Orodè. Sito opere d'Arte:


Orodè Deoro

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