(Senza titolo. Schizzo su A4. 2008)morranno le passioni
Morranno le passioni nostre
criniere, passando
per strada coi colli
pesanti di lana, agili
gambe in avanti, dietro, di
lato. Le
guarderemo stupefacenti –almeno
come la vedo io- in questa
serata che sembra
mammina d’ Europa. Tristi
e tonali, accese. Mai
vissuto un
tempo più madre di questo
ricordo di loro, care, nate
eterne, scolo del
mondo magari ma forse
vere, il
meglio di noi chissà, gregarie
comunque nella volata.
Il migliore dei due non ha simpatia per l’altro
Gayssimamente caldo, oggi
guardo il Poema al tavolo di
lavoro. Anch’io
mi siedo, odoro la tazza di
caffè, lacca, ossigeno caduto
verde sotto le sedie. Lui
non mi vede e qui non
m’annoio. Sapete,
si dicono tante cose sulla
poesia. Ma c’è un solo
modo per farla. Con
gerarchia posteriore penso:
vorrei l’infrangibile
freddo, acqua dal foro di
dio tribunale nell’occhio d’ognuno
di noi, giacché piombano
palme in faccia nel
punto di cervello che si spacca
in due.
Parleremo? Chissà. Lui noncurante,
caldo, di
schiena spande raggi
porporini, un fare da letterato
tossico che impressiona.
Allora
mettendo fine a ogni cosa,
crudelmente agosto, dico
“Che pena
l’arte, se non è divina!” poi
“Per farla, devi prima aver
inghiottito la
morte, mica il sole” Non si
gira; in
liturgia bollente, neppure mi
vede. Basta. Me ne
vado nell’anice sopra di
noi, senza
canale di sfogo, genialità,
niente. “E’ piccino
il mio cuore” gli dirò se
tenterà di bruciarmi, se si
volta “mai al
fianco di nessuno, sempre
solo”, quando torna uggioso
a molla sull’asse domenicale.
Rifà strage dappertutto col
suo chimico brodo.
Il Macché
Rideva male e sparì. Prima
soffiando dall’otre eventi
su quella croce di sedia,
sembrava chissacché o un
abate. Religioso sempre, afoso
di santità, che la
carne è sacra come l’oro, da
rispettare. Lui brillava di
“macché” calando con
loro nella fossa.
“Non risponde nessuno!” diceva
imbecille “il mare è frullato!”.
Era un essere troppo
solo, troppo
malato, poco girato sul
busto, poco buffo. E
opprimente
non rompesse il muro del
suono. Così fantasticando,
crepò, ma come si
deve, con grazia, com’un
animale. Ritrasse gli arti
principali al bacino, gli
altri in fondo alla
sacca; infine soffiò sulla
macchia di sé, giacché
era stato di carne e anche
straccio divino. Ma aveva
abitato la vita ignorante.
Ha dell'incredibile la ri-scoperta del territorio e dei talenti della nostra terra promossa dal Fondo Verri. La magica sensazione di calore e di vera cultura che si prova nel piccolo spazio dell'ass. cult. di Lecce con "Luoghi d'Allerta" si allarga a dismisura su tutto il territorio salentino. Così- ai nomi dei tanti e snobbati comuni salentini si aggiungono passi storici, passeggiate nei centri storici e una continua epifania da sindrome di Stendhal.
Due sere fa eravamo a Torre s. Susanna (BR). Solo un nome per me fino a ieri sera, nemmeno un luogo quasi. Avevo un'idea di Torre s. Susanna intuitivamente simile a quella che ho del mio paese natio, Sava: un paese di contadini dove tutto è eredità del sudore della fronte delle generazioni di contadini che vi son passate, dove c'è qualche piatta chiesetta di tufo che per un attacco contro il passato qualcuno negli anni 90 fa dipingere di rosa per poi tornare dopo un lungo restauro al tufo. Ahimé! Le teste di tufo al potere e tutte quelle che le eleggono hanno da sempre impedito di credere in qualcosa che non fosse il sudore della fronte. Ecco allora perché- per me- ogni nome di paese è lo stesso quadro. Le stesse dure parole di pecora comandata, di tufo, di zolla: da non ascoltare mai, nemmeno per sbaglio.
Poi, vedere, che anche qui, bastano due persone come Mauro Marino e Piero Rapanà per parlarci delle cose belle e nascoste perché NON C'è TEMPO. Il lavoro svolto dal Fondo Verri è "umano, troppo umano": è vera vera cultura vera e anche di più: far parlare i resti, far parlare ciò che ha un messaggio nel presente, il loro dare voce al territorio quando ancora nel 2008 molti non sanno nemmeno di poter parlare, di avere qualcosa da dire oltre al belare e al tagliare le ali e a mettere bastoni tra le ruote al nuovo. Al nuovo ch'è semplicemente il "giusto", la giusta misura.
Ecco così ieri una breve storia del comune di Torre s. Susanna, una sintesi si può leggere qui
Per scendere poi verso le 19.30 nei frantoi ipogei del centro storico, appena restaurati. E meravigliarsi dei corridoi scolpiti nella pietra, dove gli uomini e gli animali venivano calati dall'alto e vi restavano per mesi, per fare l'olio. L'olio buono che non potevano godere perché per loro costava troppo. Tra un anfratto ed un altro ieri sbucavano le note, le voci e i visi di tanti talenti musicali più o meno noti. Fermo restando la mia ammirazione per la bellissima voce di Enza Pagliara accompagnata dalla chitarra di Gianluca Longo, bravissimi tutti gli altri artisti: Raffaella Aprile accompagnata da Emanuele Licci. Il concerto finale di musica medievale del trio "La Cantiga de la Serena". Come sempre c'è stato uno spazio poetico, al quale ho partecipato leggendo dei versi di Gioia Perrone. Ma il momento più bello è stato quando quasi tutti i musicisti si son seduti intorno ad un tavolo di pietra- dove si dice che prima del '500, prima quindi dell'utilizzo del posto come frantoio, si riunissero i monaci Basiliani- per interpretare una serie di emozionanti canzoni popolari. Tra queste la meravigliosa "La quistione meridionale" di Rina Durante. Il breve video di chiusura riguarda questo ensemble improvvisato, battezzato "Flinstons" da Enza Pagliara. Viva il Bello!


Associazione Culturale Fondo Verri - Presidio del Libro di Lecce
VI edizione de I Luoghi d’Allerta 2008 - Il Salento dei Poeti
visite ed itinerari di spettacolo
Il Fondo Verri, Presidio del libro di Lecce
con
Regione Puglia, Assessorato al Turismo e all’Industria Alberghiera
Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce
Assessorati alla cultura, lo spettacolo e il turismo delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto
Unione dei Comuni del Nord Salento
Le Amministrazioni Comunali di Andrano, Cavallino, Guagnano, Manduria, Porto Cesareo, San Pietro in Lama, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna, Zollino.
presentano la VI edizione de I Luoghi d’Allerta 2008 - Il Salento dei Poeti
Quinta visita
Torre Santa Susanna
28 settembre dalle ore 19.30
Appuntamento zona dei frantoi ipogei
Il 28 settembre a Torre S. Susanna la visita dei Luoghi d'Allerta attraverserà il centro storico e la suggestiva zona dei frantoi ipogei recentemente riportati alla luce e restituiti alla comunità.
I frantoi ipogei di Largo Moccia, sono un sistema esteso e diffuso di ambienti interamente scavati nel banco calcarenitico, il cui spessore tra interno e piano stradale varia tra cm. 80 e 160.
L’ubicazione dei frantoi ipogei, lungo via Leanza, direttrice che collega la cittadina con Mesagne, conferma non solo la loro strategica importanza economica, ma anche quella storica poiché in questa direzione è la chiesa altomedievale di San Pietro di Crepacore, a cavallo del Limitone dei Greci. Una valenza storica dei frantoi ipogei che persiste nella sua stessa struttura architettonica e decorativa di più antica origine, ricollegabile ad un insediamento basiliano e che trova attinenza nella vicina cripta della chiesa della Madonna di Galaso. Una testimonianza è la mensa, uno spazio quadrato rialzato di circa 80 centimetri dal piano di calpestio circostante, con sedile e tavolo (cenobio?) ricavati nel banco calcarenitico, che presenta modanature lungo le pareti (arcatelle a tutto sesto) e con le arcate ed i pilastri arricchiti, come altri ambienti contigui, da capitelli sintetizzati in aggetti lineari e semicolonne sormontate da tenui rilievi floreali che lasciano trasparire un antico gusto medievale.
A guidare l'itinerario con Piero Rapanà sarà Maria Pia D’Apolito "responsabile dell'Associazione Culturale Gruppo Guide Turistiche".
I canti sono affidati a Enza Pagliara accompagnata da Gianluca Longo e Emanuele Licci con Raffaella Aprile. Ospite della serata La Cantiga de la Serena per le corde di Adolfo La Volpe, i flauti di Giorgia Santoro e le percussioni Vito De Lorenzi
Lo spazio della poesia è dedicato ai poeti Antonio Fazzi e Boccardi Annamaria che hanno partecipato alla 14 edizione del Concorso di poesia Santa Maria di Crepacore, l’ospite è Orodè.
La chiesa di Santa Maria di Crepacore potrà essere visitata dalle ore 17.00-19.00
il Fondo Verri a.c.
è a Lecce in via Santa Maria del Paradiso 8 nei pressi della Chiesa del Rosario
il nostro numero telefonico è 0832-304522, l’email: marinoma8@fondoverri.191.it
i nostri blog: http://fondoverri.splinder.com - http://leparoledidentro.splinder.com



