
Apprendo con quasi due mesi di ritardo del sequestro della casa-museo del pittore Vincent Brunetti, a Guagnano (LE), dove ho realizzato oltre 250 mq di mosaici unici al mondo. Ovviamente alla cultura salentina dei miei coglioni importa altro.
Ai militanti salentini importa solo di salvarsi il culo e d'altronde non esiste alcuna cultura salentina ufficiale, lo si è potuto osservare in un milione di casi, in un milione di nomi e cognomi di artista denigrati, lungo l'elenco ma io ricordo bene...
Per quanto riguarda il modo in cui sono coinvolto in questa vicenda ho talmente tanto da dire che non basta un libro di duemila pagine- a cui sto lavorando- che parli della storia dell'arte, della nostra terra, dei miei miti, dell'inesistente politica, della mentalità dei nostri contadini al potere, dell'ideale politico di continuare a rubare, della resistenza di alcuni individui isolati che nel bene e nel male fanno la storia non solo dell'arte...
Un libro di almeno duemila pagine che possa raccontare in che modo il sottoscritto, dopo aver decorato a gratis tutta la casa-museo tra il 2000 e il 2005,
per andare oltre il nulla delle accademie e del tempo, regge la notizia di sequestro e di eventuale abbattimento di Vincent City...
per ora riporto integralmente da "Guagnano Informa", l'unica fonte informativa presente su internet:
Orodè
"Nuovi problemi giudiziari per Vincent, il pittore che vola. Con una operazione che ha impegnato per diverse ore i militari del Nucleo Operativo Ecologico ed i colleghi della Stazione di Guagnano, comandati dal Maresciallo Matteo De Luca, alle dirette dipendenze del Comandante della Compagnia di Campi Salentina, Capitano Puglisi, coadiuvati dalla Polizia Municipale e da personale dell’Ufficio Tecnico Comunale, è stato posto sotto sequestro un sito di circa un ettaro di estensione in contrada “Pigno” alle porte del paese
I reati contestati sono abusivismo edilizio e attività di gestione non autorizzata per rifiuti pericolosi poiché sono state rinvenute oltre 1000 traversine di legno di cui molte ancore accatastate, mentre altre già riutilizzate per creare delle palizzate o dei camminamenti. Sequestrati beni per diverse centinaia di migliaia di euro. Si estende così anche al Nord Salento l’inchiesta della magistratura sulla presenza di traversine in legno impregnate di creosoto, la sostanza cancerogena derivante dal carbon fossile.
Nel corso degli anni il materiale che veniva sostituito lungo le tratte ferroviarie, non sempre veniva destinato allo smaltimento o ad un idoneo trattamento per rendere l’olio di catrame di carbon fossile inoffensivo ed innocuo per la salute umana. Molto spesso le traversine prendevano un’altra via: riutilizzate, proprio come si è verificato in questo caso, dai privati il più delle volte completamente ignari delle possibili conseguenze, di tipo cancerogeno, derivanti dal contatto della pelle o dalla inalazione di questa sostanza.
Il binomio creosoto-abusivismo suscita maggiormente clamore se si considera il luogo che, per la sua unicità, è diventato meta di curiosi da ogni parte d’Italia e che ora, forse, si vedranno limitare l’accesso.
Circondato da vigneti ed uliveti e conosciuto dai salentini come l’Eremo di Vincent Brunetti, è diventato ancor più popolare con il film “Italian Sud-Est” uscito in occasione del Festival del Cinema di Venezia del 2003, con all’interno del cast lo stesso Vincent, il pittore che “pitta, zompa e balla”, per molti conosciuto anche come “fratello Enzo”.
Ancora una volta qualcosa che ha a che fare con il mondo ferroviario accende i riflettori sull’ “eterno bambino”. Se con il film, la strada ferrata gli aveva mostrato il suo lato positivo, con questa nuova vicenda Vincent sta assaporando la parte negativa, oscura, nera proprio come lo è il catrame in questione.
La “libellula del Sud”, così come era conosciuto in passato l’artista, ha costruito il suo castello con i materiali di risulta che nel corso di tantissimi anni è riuscito a recuperare creando, all’interno della campagna salentina, un mondo estroso, pittoresco e eterogeneo con l’abbinamento continuo e senza una apparente logica dei materiali più diversi, tanto da diventare una forte attrazione turistica inserita all’interno di un percorso cicloturistico appositamente studiato.
L’artista ha acquistato le traversine nel corso degli anni passati e il suo scopo era quello di continuare nell’opera di ampliamento del suo eremo con i materiali di scarto.
L’apertura di una nuova inchiesta è un’altra tegola che, dopo la drammatica rapina con sequestro di persona che ha dovuto subire nel recente passato, si abbatte e scuote violentemente la voglia di pace e di tranquillità di un personaggio che si è meritato negli anni tanti apprezzamenti ma anche innumerevoli critiche.
Le traversine, comunque, non sono l’unico problema indigesto che dovrà affrontare il pittore. L’inchiesta aperta dai militari riguarda anche e soprattutto l’abusivismo edilizio dell’intera struttura. Una vicenda che ha origini lontane. Risale a più di vent’anni fa la prima contestazione di abuso edilizio di una costruzione che negli anni si è ampliata fino a ricomprendere oggi diversi edifici. Nonostante le diverse ingiunzioni per la demolizione e il ripristino dei luoghi e un’ordinanza di carcerazione che, nel 2003, portò il pittore a varcare le porte del carcere, la sua costanza ed il suo impegno per creare un’opera d’arte accessibile a tutti non si sono arrestate.
Tutto ciò fino a quest’ultimo intervento dei militari che, per ovvie ragioni di rispetto della legalità e della tutela della salute, non hanno potuto esimersi da apporre i sigilli di sequestro ed inviare le carte alla magistratura.
Questa nuova bega giudiziaria probabilmente creerà notevoli difficoltà non solo allo “stravagante” e creativo artista ma, anche, alle centinaia di turisti e semplici curiosi che quotidianamente visitano il luogo e rimangono con gli sguardi immersi nella fantasia mentre si lasciano conquistare dalle pennellate e dalle performances artistiche.
L’operazione, fanno sapere i Carabinieri, rientra in un progetto più ampio sulla tutela dell’ambiente e non è un’azione mirata nei confronti dell’artista. Anzi, visto l’indotto di turisti e di notorietà che il luogo ed il suo pittoresco abitante attrae, non si esclude l’intervento dell’Amministrazione Comunale che, dopo una accurata bonifica del materiale non consentito, potrebbe acquistare, per il valore artistico-culturale del sito, l’intera struttura scongiurando in questo modo il suo abbattimento.
In attesa che la magistratura si pronunci in merito e si abbiano i primi risultati dai laboratori scientifici per verificare la tossicità delle traversine, l’attività di prevenzione dei militari continuerà anche con iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza affinché chiunque avesse la reale disponibilità di questo pericoloso materiale eviti di disfarsene in modo avventato e precipitoso ma si rivolga a personale specializzato."